Settimana scorsa la rivista TIME ha pubblicato la lista delle 50 aziende più geniali dell’anno. Le realtà più innovative che “stanno inventando il futuro”.

Nomi importanti tra cui Airbnb, SpaceX, WeWork.

Ma anche sei aziende africane, valutate sulla base di “originalità, influenza, successo e ambizione”.

Le sei società africane presenti nell’elenco sono:

1. Bitland

Questa startup utilizza blockchain per provare a risolvere le sfide della proprietà fondiaria che esistono in diverse parti del continente africano.

La maggioranza di chi vive su un appezzamento di terra, anche lo lavora da generazioni, non ha alcuna documentazione che lo attesti ufficialmente. Pertanto è vulnerabile a sequestro o vendita da parte di terzi.

Bitland consente di creare un “catasto digitale” pubblico, inalterabile e non falsificabile.

Fondata nel 2013 dall’afroamericano Larry C. Bates, che ricopre anche il ruolo di Chief Security Officer, Bitland opera oggi in cinque Paesi africani: Ghana, Nigeria, Uganda, Sudafrica e Mauritius.

2. BRCK

Fondata a Nairobi nel 2014 da Erik Hersman, Jon Shuler, Philip Walton e Reg Orton, BRCK è un’azienda di hardware e software che punta a risolvere la sfida della connettività delle aree rurali remote.

Tra i prodotti sviluppati SupaBRCK, modem Wi-Fi da esterni che opera come hotspot 3G alimentato da un pannello solare e Kio Kit che abilita il supporto digitale per le scuole primarie.

BRCK ha raccolto investimenti per oltre $ 4,2 milioni in due round.

3. Ona

Ona è un’impresa sociale fondata nel 2013 da Matt Berg e Peter Lubell-Doughtie.

Realizza applicazioni per raccogliere, gestire e analizzare i dati in numerosi settori chiave per il continente africano: assistenza umanitaria, infrastrutture, sanità, ambiente e governance.

Ha sede a Nairobi e Washington DC.

4. Agriprotein

Agriprotein è un’azienda sudafricana specializzata nel riciclo dei nutrienti per produrre mangimi proteici ​​sostenibili trasformando larve e insetti.

Fondata nel 2008 a Cape Town, ha raccolto $ 105 milioni per aprire tre nuovi impianti nei prossimi 12 mesi in Africa, Medio Oriente e Asia.

5. Babymigo

Babymigo è una piattaforma “made in Nigeria” che aiuta le madri a chiedere, chattare e connettersi con “esperti certificati” in tutta l’Africa. La startup, con sede a Lagos, è stata fondata nel 2017 da Adeloye Olanrewaju e Cletus Ajibade.

Attraverso Babymigo, le future mamme possono porre domande e ottenere risposte veloci da esperti.

Possono anche chattare in gruppi, trovare altre mamme nella stessa fascia d’età e città, scoprire libri e recensioni di servizi di maternità e assistenza all’infanzia localizzate.

Altre attività includono l’identificazione e la partecipazione a eventi offline, meetup e lezioni prenatali.

6. Wonderbag

Wonderbag è un contenitore in grado di far cuocere un cibo per 12 ore senza consumo di combustibile. Dopo una prima fase sul fuoco, funziona come una sorta di borsa isolante trasportabile.

Inventato dalla designer sudafricana Sarah Collins e dall’attivista Moshy Mathe, Wonderbag contribuisce a ridurre le spese per il combustibile (es. gas/elettricità/carbone) o il tempo speso per raccoglierlo (es. legna/letame).

L’impresa, che ha sedi in Sud Africa, USA, Paesi Bassi, Ghana e Regno Unito, ha distribuito oltre un milione di Wonderbag nel mondo.

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