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Irene Donati, Brand Strategist: il Ghana è una miniera di creatività

lavorare in Africa
Le opportunità per lavorare in Africa, portando competenze e creando valore in loco, sono praticamente in ogni settore. Ma la nostra immagine statica del continente nasconde tutto questo, quantomeno in Italia.

Ed è un vero peccato perché in tutto il continente ci sono opportunità appassionanti, per esempio, in tutto quanto ruota attorno alla creatività.

Irene Donati, reatina di 38 anni, vive ad Accra (Ghana) dal 2013. Si occupa di Brand Strategy e Advertising. Rimasta folgorata dall’energia creativa che si respira a queste latitudini, Irene coinvolge la folta comunità di artisti locali realizzando progetti ad alta creatività per aziende locali e straniere.

Bene, se ti interessa, prima di lasciare spazio alla viva voce di Irene, entra anche tu nel gruppo Facebook privato di Vadoinafrica! Avrai accesso a contatti, consigli, idee per realizzare il tuo progetto in Africa!

Benvenuta Irene! Ci racconti come sei arrivata in Ghana?

Mi sono laureata in Lingue alla Sapienza nel 2002. Poi ho fatto un master in Comunicazione e ho lavorato come freelance per eventi e fashion. Dopo diversi anni sono entrata in agenzia. Prima eventi, poi advertising.

Nel 2013 ero in B-Fluid a Milano quando Now Available (ora The Big Now) ha aperto un ufficio ad Accra. Cercavano professionisti che volessero fare un’esperienza diversa trasferendo il know-how ai colleghi locali. Ho accettato. E sono qui.

lavorare in Africa

Quanto pensavi di restare? Come hai deciso di rimanere?

Non avevo particolari piani, anche se il contratto era di due anni. Ho scelto di rimanere, seppure lasciando l’agenzia, perché credo che qui ci sia un vero potenziale nello sviluppo di qualsiasi lavoro creativo.

Purtroppo la maggior parte delle aziende che vengono a lavorare in Africa vedono il “potenziale” nel cercare di fare soldi velocemente e tornarsene altrettanto velocemente a casa.

Soprattutto nell’ambito dell’advertising ancora nessuna agenzia considera la creatività davvero rilevante. I lavori vengono ottenuti nella maggior parte dei casi attraverso conoscenze e agganci e il valore creativo è quasi nullo.

Ma ci sono brillanti artisti locali che hanno bisogno di visibilità e formazione e io ho trovato davvero gratificante cercare di portare valore in questo settore.

Ovviamente non faccio beneficienza: vengo pagata per quello che faccio, forse più che in Italia, ma i soldi facili non mi interessano. Motivo per cui ho scelto di uscire dal network delle “grandi” agenzie e cercato di fare di più in prima persona, trovando progetti in cui credo veramente.

lavorare in Africa

Di cosa ti occupi oggi?

Il mio lavoro è sempre lo stesso: faccio strategia per brand di vario genere con un’attenzione maggiore a tutto ciò che è digital per ovvi motivi legati alla penetrazione mobile nella regione.

Al momento sto lavorando ad un progetto entusiasmante con una startup fondata da tre giovani ghanesi: OMGVoice.com. Piattaforma rivolta ai giovani di Ghana, Nigeria e Kenya, TechCrunch l’ha definita la “BuzzFeed of Africa”.

Sono anche consulente per clienti privati e insegno quando possibile, specialmente a Radford University che è specializzata in fashion design e graphic design. Ho così il privilegio di incontrare i futuri creativi ghanesi quando sono ancora studenti.

Vivere in Ghana: la cosa più bella e quella più faticosa

Nella maggior parte dei casi, brutto e bello sono due facce della stessa medaglia nella medesima situazione. Per farti un esempio: oggi c’è una tempesta equatoriale in corso che trovo meravigliosa. Renderà la temperatura più accettabile. Ma per lo stesso motivo sono senza elettricità e non ho idea di quanto tornerà!

Secondo te quali sono le più interessanti opportunità in Ghana?

Al momento qui c’è spazio per chiunque voglia creare qualcosa da zero in molteplici settori. Non dipendono dalla tua nazionalità o colore della pelle. Più che altro serve una costanza e una resilienza fuori dal comune per poter lavorare in Africa continuando a credere in quello che fai.

Io ho deciso di restare anche quando i “guru” (non nascondo un certo sarcasmo) della pubblicità locale hanno deciso che non era possibile lavorare con me perché portavo troppe rogne in agenzia. Mettere in discussione il sistema qui è inaccettabile. Molto più che in altri posti al mondo.

Ma sono andata avanti e i risultati stanno arrivando.

Ho il privilegio di avere relazioni molto belle con tante persone e con meravigliosi musicisti e artisti che hanno fiducia nel fatto che non tenterò mai di sfruttare il loro potenziale per mio interesse personale.

Chiunque abbia intenzione di faticare per aprirsi una strada qui può trovare qualcosa da fare. Come imprenditori, speriamo tutti che il governo attuale elimini come promesso i limiti economici esistenti e allora le opportunità saranno davvero enormi.

lavorare in Africa

Sei anche musicista e insegnante di yoga. Ci racconti qualcosa di queste tue attività?

La musica ha sempre fatto parte della mia vita fin da bambina, per cui è stato automatico cercare di trovare connessioni in ambito musicale quando sono arrivata. La fortuna è che la scena musicale e artistica in Ghana è molto attiva. Sono quindi riuscita a lavorare con qualche artista ed è sempre molto divertente.

Lo yoga è una realtà che sta crescendo molto in Africa in generale e in Ghana in particolare. Ho cominciato a praticare quando ero a Milano ma lo scorso anno ho avuto l’opportunità di partecipare a un corso insegnanti, riconosciuto da Yoga Alliance, con la partecipazione di formatori dagli Stati Uniti.

Da allora insegno presso Bliss Yoga, uno dei due Studios qui ad Accra. Anche in questo mi piace condividere il più possibile: la mia classe è gratuita. Con Nana, la titolare dello studio, stiamo cercando di far crescere la cultura in generale, non solo di fare business.

C’è una grossa resistenza nei confronti di qualsiasi pratica percepita come “spirituale” per via della modalità con cui è vissuta la religione cristiana. Questa società avrebbe più bisogno di pratiche che aiutino gli individui a trovare la forza in loro stessi invece che meramente pregare perché arrivino i soldi e poi dare quel poco che hanno al loro pastore (che invece ha la villa con piscina!).

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Come (e dove) ti vedi tra dieci anni?

Non ne ho la più pallida idea.

Come vedi il futuro del Ghana? Quali sono i punti di forza e quali i rischi all’orizzonte?

Questo nuovo governo sembra essere deciso a rilanciare l’economia, che è di sicuro una cosa positiva. Tuttavia non credo ci possa essere un vero futuro per il Ghana finché ci saranno seri investimenti in educazione, sanità e infrastrutture. Un recente studio di Banca Mondiale ha posizionato il Ghana, come quasi tutti i paesi del West Africa, in quel limbo di paesi che da anni hanno un enorme potenziale ma non hanno rilevanti previsioni di crescita.

Questo perché la vera crescita non si basa solo sul volume di affari del paese, sicuramente interessante, ma su quante persone hanno accesso alla possibilità di un futuro migliore.

Al momento sono ancora troppo poche. Il rischio è un aumento del già significativo gap tra ricchi e poveri, tra chi ha accesso quantomeno a servizi primari come elettricità e acqua e chi no. E questo non ha solo a che fare con stato di povertà assoluto, ma con cultura, educazione e sviluppo personale (ci sono persone senza bagno in casa che hanno computer e smartphone).

Consigli su libri, musicisti e film per provare a capire il Ghana e l’Africa in generale?

Libri: Ghana Must Go

Musica: M.anifest, Blitz The Ambassador, Kekyeku (anche se molte cose che canta in lingua locale non saranno comprensibli), Ambolley, Ebo Taylor

Moda: Christie Brown

Film: c’è ancora molta strada da fare…

Arte: da tenere d’occhio Serge Attukwei (Afrogallonism)

Ti è piaciuta l’intervista a Irene? Allora condividi follemente questo post! 🙂  

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