Marco Casano: venite a investire in Ghana!

investire in Ghana

Marco Casano, 35 anni, è arrivato in Ghana nel 2014 seguendo un progetto di uno studio di architettura milanese. In poco tempo ha intuito le grandi prospettive future del continente e ha deciso di trasferirsi stabilmente nella capitale Accra.

Oggi accompagna come consulente le imprese italiane che vogliono investire in Ghana, il paese che più spicca per stabilità politica e sociale nella regione del West Africa.

Prima di iniziare l’invito a entrare anche tu nel nostro gruppo Facebook privato: Marco è tra gli utenti più attivi nel fornire feedback e consigli a chi pone domande puntuali.

Qual è la tua esperienza prima di arrivare in Ghana?

Ho due lauree: ingegneria edile & architettura e una in giurisprudenza. Per sette anni ho lavorato in Italia nella società di ingegneria di famiglia e per alcuni importanti studi di architettura.

Mi sono specializzato nella prefabbricazione e proprio per seguire un progetto di un impianto per la realizzazione di case economiche sono arrivato qui per la prima volta. Alla fine non se n’è fatto nulla me il dado era ormai tratto.

Mi piace dire che è il Ghana ad aver scelto me e io ho solo assecondato quella che era diventata quasi un’ossessione. Volevo rimanerci a tutti i costi e ho tentato diverse strade tra cui Plant Manager per uno stabilimento di produzione di blocchi in cemento e Senior Engineer per una società di real estate locale.

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Oggi di cosa ti occupi?

Ho aperto AR.CA. Engineering, società che accompagna le aziende italiane che vogliono tentare la tortuosa strada dell’investire in Ghana. Seguo progetti di internazionalizzazione, in particolare per chi vuole realizzare investimenti produttivi.

Sto seguendo l’avventura di un importante società italiana nel settore delle pitture che sta aprendo uno stabilimento. Li ho guidati nell’arco di tutto il processo di approccio al mercato, dallo studio di fattibilità sino all’attuale fase operativa di start-up.

Attualmente ho in portfolio anche altre società in settori che vanno dal food all’arredamento. Questo paese è molto interessante anche come base operativa per progetti che puntano a tutto il mercato dell’Africa Occidentale. La stabilità politica (nonostante l’alternanza dei governi) è una garanzia importante per chi vuole investire in Ghana. Il paese è assolutamente sicuro sotto tutti i punti di vista.

Collaboro anche come Business Development Manager per una delle aziende italiane più importanti, attiva da circa cinquant’anni in Ghana. Mi occupo di promuovere il design italiano nell’ambito dei materiali decorativi per le costruzioni.

Qui sotto un lavoro appena terminato per il bar del nuovo terminal del Kotoka Airport:

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Lavorare con i ghanesi: la cosa più bella e quella più faticosa

La cosa più bella di lavorare con i ghanesi è che hanno grande voglia di imparare, c’è molta curiosità e voglia di fare, una grande energia che ti invoglia a fare sempre cose nuove.

La cosa più faticosa probabilmente è legata alla generale “rilassatezza”, difficile riuscire a convincerli a rispettare tempistiche, ad arrivare puntuali agli appuntamenti, penso sia un fattore abbastanza comune in Africa.

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Che opportunità lavorative ci sono in Ghana?

Le opportunità sono tante, anche se non è semplice iniziare. Come in tutti i paesi in via di sviluppo quasi tutti i settori sono in grande espansione, soprattutto dove occorrono particolari competenze tecniche.

Tutto quello che è legato alla comunicazione e alle nuove tecnologie sta andando molto bene, con ritmi di crescita molto superiori all’Europa.

E per aprire in una propria attività?

Per attività produttive occorrono grandi capitali, mentre progetti imprenditoriali legati alla consulenza possono avere grandi possibilità di riuscita.

Senza dubbio non è facile iniziare. Ho preso tante porte in faccia in questi anni ma non ho mai mollato e piano piano le cose hanno cominciato a funzionare. Bisogna costruirsi una buona rete di contatti, cosa che però è molto più facile rispetto all’Italia.

Per seguire il lavoro di Marco giorno dopo giorno consiglio il suo profilo Instagram: 

Un post condiviso da Marco Casano (@orfeo82) in data:

Come una PMI italiana può capire come investire in Ghana?

La prima cosa è non pensare di poter fare tutto da soli. Occorre affidarsi ad un professionista che abbia una reale conoscenza del paese è importante per evitare spiacevoli sorprese. Evitare tutti quelli che promettono fantomatici progetti multimilionari e chi dipinge le cose come semplici.

Il percorso che porta a stabilirsi in un nuovo paese non è quasi mai facile, necessità di risorse (umane ed economiche) e va affrontato senza fretta, con passione e grande entusiasmo.

Fondamentale non arrendersi alle prime difficoltà, lasciando perdere i “procacciatori di affari” privi di reali competenze professionali. Nell’arco di questi anni ne ho viste e sentite di tutti i colori, molta gente ha preso grandi fregature.

Come (e dove) ti vedi tra dieci anni?

Mi piace quello che faccio adesso ma sono una persona che ha bisogno sempre di nuovi stimoli, per cui è veramente difficile pensare ad un periodo così lungo, di sicuro penso che sarò in Africa.

Due parole sul paese: punti di forza e rischi da mitigare?

Il Ghana sta sviluppandosi a ritmi importanti, in soli tre anni ho visto con i miei occhi una crescita incredibile, sono molto fiducioso sul paese. Moltissimi brand internazionali hanno aperto sedi e negozi nel paese, sono nati nuovi incubatori di startup, Uber funziona perfettamente. Per certi versi questo paese è più avanti rispetto all’Italia!

Ci sono ovviamente ancora molte cose che non vanno. In primis la corruzione, che frena il potenziale di molti settori. Non siamo certo in Svizzera ma i passi avanti sono tangibili. Un esempio? I black-out della rete elettrica (i cosiddetti dumsor) sono da qualche mese quasi un ricordo del passato.

La crescente presenza di occidentali, il ritorno di giovani che hanno studiato all’estero, la massiccia diffusione di internet sta portando i suoi frutti.

I punti di forza del Ghana sono le sue risorse naturali e la sua stabilità politica e sociale.

I rischi sono legati a mio avviso alla classe politica, spero che il nuovo governo sia in grado di rispettare anche solo in parte le sue promesse legate alla volontà di aumentare la presenza di industrie, agevolando chi vuole investire in Ghana.

Il progetto di un nuovo spazio di coworking ad Accra:

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Cosa pensi di chi sostiene che servono meno aiuti e più partnership?

Molte ONG fanno un ottimo lavoro e non ho nulla in contrario verso di loro. Resto però perplesso quando vedo fuoristrada nuovi fiammanti (parliamo di veicoli da oltre centomila dollari) con i loghi delle ONG più importanti. Mi chiedo se non si potrebbe spendere diversamente i budget necessari a mantenere questo tipo di apparato fatto di expat con stipendi stellari e case da 5.000$ al mese.

Mi riferisco a modalità nuove e più utili che si stacchino dall’idea dell’aiuto, che finora ha generato ben poco sviluppo. Nuove forme di partnership che abbinino la conoscenza dei bisogni del territorio degli imprenditori locali con le competenze tecniche e tecnologiche del vecchio continente.

Io sono qui perché credo fortemente nelle capacità e nelle possibilità del Ghana, un contesto in espansione dal punto di vista dei consumi e delle opportunità. Il mio augurio è che si lasci al mercato la possibilità di crescere senza essere falsato da risorse che arrivano in veste di aiuti e che spesso creano solo distorsioni del mercato stesso e cattedrali nel deserto.

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Da ultimo, consigli di lettura o ascolto per avvicinarsi al Ghana?

Mi piacciono molto i libri di Kapuscinski, in particolare “Se tutta l’Africa”. Per il Ghana consiglio “Oxford Street, Accra: City Life and Itineraries of a Transnationalism” di Ato Quayson.

Per quanto riguarda la musica mi piace molto un artista locale di nome Kojo Antwi.

Se vuoi contattare Marco questo è il suo sito personale e profilo LinkedIn.
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