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Perché fare uno stage in Africa… e poi sparire!

Viaggiare in Africa da studente non significa solo fare turismo o volontariato. Ma anche, ad esempio, vivere l’esperienza di uno stage professionalizzante.

Oggi sono felice di ospitare un guest post di Angelo Leone. Laureato in Mercati e Strategie d’Impresa in Cattolica, Angelo ha trascorso cinque mesi a Kampala (Uganda) come intern a supporto delle imprese locali nel quadro dell’iniziativa E4Impact.

Appassionato di comunicazione e Digital Marketing, Angelo ha già raccontato la sua esperienza sui blog di E4Impact e Digital Yuppie. Non mi resta che ringraziarlo ancora prima di lasciargli la parola!

Breve storia triste di un articolo:

Angelo mi scrivi un guest post sul perché fare uno stage in Uganda?

Certo Martino… butto giù due righe e te lo giro!

Due ore dopo, mentre guardo Dexter su Netflix:

Perché gli ho detto si, mo’ come lo riempio l’articolo, sono passati tre mesi da quando son tornato… Avrò ripetuto mille volte quello che ho fatto a Kampala, avrò risposto decine di volte alle stesse domande… ma poi in realtà sono stanco di dire sempre le stesse cose…

Perché poi sono andato in Uganda? (vedi dopo)

Breve descrizione di come scrivere un guest post quando non sai cosa scrivere:

Quanto è strano provare a scrivere dell’Africa seduto sul prato sintetico del tuo balcone affacciato sulla circonvalla di Milano.

Perché hai l’ erbetta sintetica sul balcone?

Eccerto… mi serviva un pò di verde in casa… sai l’ Africa mi ha cambiato. Mi ha insegnato che si può trovare di tutto dappertutto…

Versione sincera: il mio coinquilino è un tipo: un pomeriggio mi ha sequestrato e mi ha costretto a comprare e montare il prato sintetico sui balconi! Ma anche dei difetti.

Svolgimento

Dilemma: Scrivo quello che davvero penso o quello che la gente vuole sentirsi dire sull’Africa?

Facciamo un gioco: io scrivo 20 talking points a caso, poi voi li mettete in ordine; a destra quello che penso io, a sinistra quello che la gente vuole sentirsi dire.

Per le soluzioni contattatemi su Facebook:

  1. Per capire che l’ Africa non è una Nazione ma un Continente N volte più grande dell’Europa. Quindi dire andare in Africa vuol dire tutto ma non vuol dire niente. E’ come dire: Mamma vado nei Paesi Bassi, per (non) dire che stai andando ad Amsterdam.
  1. Per scoprire che l’ Africa non è tutta deserto.
  1. Per scoprire che l’ Africa non è solo bambini con la pancia gonfia e secchi di acqua sulla testa.
  1. Per smettere di pensare che sono “Poverini”…. mandiamoli i soldi! 5 euro e campiamo una famiglia per due anni.
  1. Poter rispondere alle domande: Ma sono neri neri davvero? ma tutti tutti? e le scarpe? E che belli i bambini no?
    (poi tra qualche anno quei bambini saranno quelli per i quali ti chiederanno: ma sono tutti neri neri?).

  1. Sono sempre stata una persona sana, ma vuoi mettere farsi tutti quei vaccini… non ti ammali più!
  1. Percepire che il mondo non è solo l’ Europa e gli USA e i Cinesi (quelli so forti), ma solo a parole…
  1. Capire che il mondo sta cambiando, cambiano i paradigmi, cambiano i punti di interesse e i flussi di capitali.
  1. C’è un capitale umano che assorbe più di una spugna.
  1. Vivere senza internet.
  1. Perché la vita è come la boxe, a volte per dare un bel colpo devi indietreggiare: e l’Africa ti fa fare un passo indietro, ti fa allontanare de quello che hai sempre visto e ti permette di guardare con distacco da dove vieni e dove stiamo andando. Ti insegna… ti fa sentire fortunato e sfortunato. Ti fa sentire ricco e povero… ti insegna ad ascoltare!
  1. Per smettere di essere razzisti, ma smettere davvero! Ad un tratto sei tu quello diverso a casa di qualcun’ altro, da padrone ad ospite in 10 ore di aereo! Dopo un pò diventi daltonico, non vedi più differenza di colore. È li che smetti davvero.

  1. Sentirsi in diritto di dire: che belli i vestiti che indossano, e che bei colori e i tessuti; i tessuti naturali, freschi, tessuti a mano… mica sintetici come i nostri, mica come quelli che vendono i Vu Cumprà sulla spiaggia di Torre Chianca.

  1. Sprovincializzarsi. Capire che siamo cittadini del mondo, residenti sulla terra, che i confini esistono solo sulle cartine… “emancipate yourself from mental slavery”.

  1. Rispondere con autorità alle persone che ti chiedono “cose sull’Africa”.
  1. Per essere alternativo, per non essere troppo mainstream.

  1. Perché partire ti fa crescere. Ti libera la mente, ti fa conoscere gente aperta, interessante. Ti allarga gli orizzonti. E’ necessario, e dovrebbe diventare d’obbligo, cambiare punto di vista periodicamente. Diventi ricco… e sembra paradossale ma non siamo noi che arricchiamo l’Africa, ma è l’Africa che arricchisce chiunque ci metta piede con il giusto spirito. Passi dal cercare una soluzione ai tuoi problemi a porti dei problemi diversi, di più ampio respiro.

  1. Quanti continenti ci sono al mondo? Quanti Paesi? Quante città? Quante opportunità di esperienza all’estero ti offre la tua università?
    5; 220; 2.000.000? Tante ma non ci capisco nulla… la segreteria funziona male, e poi non mi danno la borsa.
    Quanto costa un biglietto aereo? Quanto costa vivere in un’ altra città?
    Quanti ne hai visitati? Quante città hai visto? quante lingue parli?
    L’ Italiano, poi capisco l’inglese, e il dialetto… ahahahah!!!

Fine del gioco

20. Per non avere più pazienza con le persone mediocri… oltre a riconoscerle in un secondo le sopporti meno: là fuori c’è gente noiosa, monotona, conosce solo il perimetro della sua stanza,                      casa, città… ed è priva di orizzonti. Eh tu da che parte stai?

Esempio: Breve conversazione triste. Tratta da una storia vera

– Ah sei stato in Africa, figo! Fa caldo in Africa, C’è poca acqua.. e le malattie.

  • Si hai ragione… Dai finisci il vino poi vado a letto ho sonno… domani ho da fare.
  • Che devi fare? hai tutto il giorno. Dai raccontami qualcosa, c’erano le zanzare? Che belli i bambini di colore! Tutti neri con quegli occhi e quei sorrisi…

– Scusa mi passi la Birra!? Ciao Vadoinafrica… scrivimi mi raccomando!… e non mi vedi più!

-Tu non sei normale…

-Eh peccato… Tu eri anche carina.

Conclusione seria

C’è un posto chiamato Africa, è tra il progresso e quello che c’è di più immobile, tra l’antico e il nuovo, tra il moderno e l’ancestrale, tra il meltin pot e il tribale, tra il globale e il primordiale.

Ti dico come raggiungerlo: parti da dove sei, torna indietro nel tempo, poi risali veloce verso il futuro.
C’è un mondo da scoprire, e i giorni a disposizione nella nostra vita potrebbero non essere abbastanza, meglio evitare di perdere tempo…

Ora capisco perché sono partito!
Grazie Martino, chapeau!

Beh, cosa ne pensi di questo articolo? 

Contatta Angelo su Facebook se vuoi sapere le soluzioni. Se vuoi saperne di più sulla possibilità di fare uno stage in Africa guarda qui e/o scrivimi in privato.

Le foto sono di Angelo. Le GIF animate di Giffetteria.

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