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Nato nel 1969 a Lomè (Togo), Didier Acouetey è tra i più noti “cacciatori di teste” africani. Nel 1996 ha fondato AfricSearch, società di headhunting specializzata nella ricerca di quadri e dirigenti per l’Africa, di cui è oggi Presidente. Ideatore del Salon AfricTalents e del primo forum dedicato alle PMI africane, è stato eletto miglior imprenditore africano in Francia nel 2014. Ho avuto occasione di parlargli durante EurAfrica Forum a Lisbona. Ne è uscita una conversazione sulle trasformazioni dell’Africa, sulle opportunità di lavorare e intraprendere nel continente e, in ultima analisi, sulle relazioni Africa-Europa. Leggi fino in fondo e, se ti interessa creare valore con l’Africa, iscriviti oggi al nostro gruppo Facebook!

Quali sono le principali trasformazioni socio-economiche in corso in Africa?

Nell’ultimo ventennio l’economia del continente sta attraversando diverse profonde trasformazioni. La rivoluzione digitale sta avendo effetti positivi su molti altri settori, come quello della finanza. M-Pesa in Kenya ne è un esempio perfetto. Un esperimento di mobile money (senza smartphone) arrivato oggi a trasferire, in un anno, cifre superiori all’intero PIL nazionale! Aumenta inoltre il trend di politiche economiche rivolto a trasformare le materie prime africane in Africa, e si possono già vedere alcuni risultati in campo agroalimentare e forestale. L’aumento della popolazione urbana, oltre un miliardo di persone nel 2050, spingerà sempre più ad investire nelle infrastrutture. In questo senso l’arrivo in forza della Cina ha portato una grande rottura rispetto al passato. Purtroppo queste trasformazioni non hanno ancora consentito di ridurre la massiccia disoccupazione giovanile, di migliorare la governance politica e aumentare il ruolo economico dell’Africa a livello globale. Ma resto ottimista.

EurAfrican Forum

Alla mia sinistra, Didier Acuety durante EurAfrican Forum 2019

Qual è la più grande sfida di questo decennio per il continente africano?

Il gap di competenze tecniche, in ogni ambito: meccanica, costruzioni, elettronica. Esiste un’enorme domanda di professionisti qualificati ma l’offerta è ancora insufficiente per due ragioni. La prima, i sistemi educativi della maggior parte dei Paesi africani sono inadeguati. Sono stati smantellati centri di formazione professionale per favorire invece la proliferazione di università che impartiscono una formazione troppo teorica. La seconda, le infrastrutture (elettricità, telecomunicazioni, strade) sono sottodimensionate rispetto ai numeri della popolazione che continua a crescere. L’obiettivo iniziale di AfricSearch era invertire il brain drain. Agevolare il rientro delle diaspore africane qualificate. Portare competenze dal mondo all’Africa. Ma oggi troviamo già in loco oltre la metà dei profili ricercati. Un altro trend è che le aziende che investono in Africa cercano manager in grado di muoversi autonomamente sul terreno. Che sappiano interagire con i governi e con le comunità. In questo senso avere origini africane resta un vantaggio.

Quali consigli per chi vuole trasferirsi o ritornare in Africa?

Di togliersi dalla testa la convinzione che gli africani siano degli incapaci. Si tratta di un pregiudizio che porta spesso a comportarsi con arroganza e a commettere stupidi errori. Gli africani sono ormai connessi al mondo. Navigano su internet. Seguono quello che succede a livello globale. L’Africa, soprattutto urbana, sta cambiando più rapidamente e profondamente di tutti gli altri continenti. E non è più possibile ignorare la capacità africana di creare innovazione, ricchezza e cultura. Per questo raccomando umiltà, curiosità e capacità di adattamento. Anche alle diaspore che vogliono ritornare in Africa, poco cambia che si tratti del Paese di origine o altri luoghi. Oggi non esiste più l’effetto “messianico” dell’africano laureato all’estero che sceglie di ritornare in Africa. Occorre attenzione al contesto e spirito d’iniziativa.

Togo

Didier Acouetey (credits: Esprit Magazine)

Perchè credere oggi nell’Africa?

L’Africa è il cuore dell’umanità: il DNA di tutti è all’origine africano. E il cuore della civiltà umana. Basta studiare la storia per scoprire che a Timbuctu (Mali) si faceva scienza ad alto livello. Che esistevano complesse strutture politiche pre-coloniali, a partire dal imprero Ashanti (Ghana). Anche la democrazia, con modalità consensuali anzichè maggioritarie, non è aliena alla storia del continente. L’Africa può dare un importante contributo al mondo sia nelle scienze e nella tecnologia – basta farsi un giro al Next Einstein Forum a Kigali – sia sul fronte della creatività e di un nuovo umanesimo di cui il mondo ha disperato bisogno. Dal mio punto di vista, l’Africa fare la differenza proprio su questo ultimo punto. La gioventù africana ha una vitalità unica ed è capace di farci riscoprire il valore di essere umani. Per approfondire guarda questo TED Talk di Didier Acouety:

L’Africa sarà sempre più una destinazione privilegiata dove vivere?

Credo proprio di si. Qualsiasi cosa succeda, le economie africane continueranno a crescere. Con battute di arresto, eccezioni, difficoltà. Ma si rafforzeranno. Ma tutto questo porterà i capitali, in continua ricerca di rendimenti, verso l’Africa. In Occidente, ma anche in Asia, in fondo è già stato fatto tutto. Per cercare nuovi spazi, sentiremo sempre più dire:

vado in Africa.

L’abbiamo già visto con i portoghesi verso l’Angola, per esempio. Le aziende cercano talenti e competenze, in movimento rapido da un datore di lavoro all’altro. E quando non le trovano in loco le cercano all’estero.

Quali raccomandazioni per un imprenditore?

In Africa esistono enormi spazi per intraprendere con successo. Ma, generalizzando, si tratta di un’avventura mai banale. Il settore informale rappresenta una quota imponente di buona parte delle economie africane. Dev’essere adeguatamente considerato, anche in termini di competizione, per evitare dure sorprese. Per comprendere questi mercati, caratterizzati dall’assenza di dati affidabili e da una certa “imprevedibilità” delle istituzioni, è sempre consigliabile iniziare operando in partnership con aziende già attive sul terreno. Ovviamente, saper scegliere bene il partner è il primo passo necessario per evitare clamorosi fallimenti. Come ovunque nel mondo, del resto. Per proseguire, ci vediamo nel gruppo Facebook. Siamo svariate migliaia. Troverai una montagna di valore gratuito (esperienze, contatti, informazioni dal terreno). Provare per credere.