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A cura di Umberto Massa, Vadoinafrica Ambassador Costa d’Avorio.

Perché guardare alla Costa d’Avorio?

Il paese negli ultimi anni ha visto uno sviluppo economico e di infrastrutture posizionandolo fra i primi 5 Paesi Africani emergenti.

Sono presenti investitori provenienti da molti paesi ed in particolare da Cina, Canada, Marocco, Germania e Francia.

La presenza limitata e comunque con obiettivi diversi, da parte dell’Italia, ha relegato la stessa in una delle ultime posizioni, perdendo molte occasioni di poter sviluppare delle attività redditizie come già hanno i concorrenti.

Il settore che desta maggiore interesse è comunque quello agricolo ed agro-alimentare, grazie anche ad un clima ed un terreno particolarmente ricchi e favorevoli per qualsiasi piantagione si voglia e al tempo stesso avendo disponibili ampi spazi per la successiva trasformazione.

Beninteso che tutti i settori sono in via di sviluppo e con grande redditività potenziale.

Ad esclusione di Abidjan, ormai decisamente satura, tutto il resto del paese offre immense opportunità per qualsiasi attività ed oggi, con gli incentivi dati dalle esenzioni regolate dal Nuovo Codice degli Investimenti, si stanno moltiplicando le aperture di attività in particolare da parte di investitori stranieri.

In tanti anni che risiedo in Costa d’Avorio, ho assistito a tante scaramucce legate alla poltrona politica del momento, ma come sempre, tanto fumo epoco arrosto.

Devo dare comunque atto, che negli ultimi 5-6 anni, tutti i settori economici hanno avuto un incremento pari al 15-18% e il paese oggi può vantare una posizione di rilievo rispetto a tanti altri Paesi africani.

Quali opportunità di vendere Made in Italy in Costa d’Avorio?

Da sempre il Made in Italy è vincente anche in Costa d’Avorio e questo lo si evince dalla presenza dello Showroom Natuzzi (Divani e Divani), dagli abiti e gli accessori di moda (D&G, Armani, Valentino, Versace ecc….), dalla presenza nei supermercati di prodotti italiani come Barilla, Galbani, e altri brand meno noti ma di origine italiana.

Anche nel settore edile, chi può pagarli, vuole accessori italiani come nel caso dei sanitari, del marmo, delle parti idrauliche ed elettriche, arrivando anche agli infissi.

Tutto questo, purtroppo costa caro, perché anche acquistando in Italia a prezzi concorrenziali, vengono poi proposti al consumatore finale a prezzi, il più delle volte, inavvicinabili.

Esempio: la più grande società di produzione di medicinali OLEA è di proprietà di una famiglia italiana che la fondò circa 25 anni fa. Oggi ha duplicato la sua capacità produttiva ed è un marchio di riferimento per tutto il comparto sanitario.

Possiamo dire che è possibile esportare tutto dall’Italia verso la Costa d’Avorio, sempre facendo preventivamente un’analisi di mercato per il prodotto specifico:

  • Moda. Di qualsiasi tipo e livello.
  • Attrezzature agricole. Qui è necessario focalizzarsi su medio-piccole attrezzature come i motocoltivatori, le motoseghe, piccole trebbiatrici per il mais, per il riso ecc… Sarà necessario soltanto prendere accordi con un istituto di micro-finanza per il finanziamento del mezzo al contadino. Questi sono articoli molto richiesti e il poco esistente è di origine cinese e di bassissima qualità dove molto spesso non esistono i pezzi di ricambio e l’assistenza.
  • Alimentari. Oggi la GdO ormai monopolizza gli acquisti tramite le piattaforme d’acquisto basate principalmente in Francia (Carrefour e Prosuma) ma lasciando ancora spazio alla possibilità di presentare i prodotti in loco per la successiva approvazione all’acquisto. Un esempio per tutti, olio d’oliva e cetriolini sott’aceto, reperibili solo in rari momenti dell’anno. Sarà poi da valutare se fornire la piattaforma in Europa o i centri di smistamento direttamente in Costa d’Avorio. Altri due gruppi che invece operano direttamente in zona sono CDCI e SOCOPRIX.
  • Macchine ed accessori per l’edilizia. Dai semplici ponteggi, betoniere, macchinari per intonaco fino alle gru. L’unico punto di riferimento attualmente è BERNABE che può fornire quanto sopra in particolare con prodotti francesi e cinesi. Tutto dipende dalla qualità che si sceglie.

Il know-how italiano in qualsiasi settore, dall’edilizia all’agricoltura che purtroppo mancano e… si vede!

Cosa esportare dalla Costa d’Avorio all’Italia?

Innanzitutto il mio settore: produzione di frutta esotica (ananas, noci di cocco, mango, banane). Avocado e Corossol sono presenti ma sono molto delicati, ed è necessario installare un impianto di trasformazione per esportarli.

Poi le due commodity cacao (il Paese è il primo produttore mondiale) e caffè.

Infine, un settore di nicchia: i tessuti locali artigianali.

Settori chiave dove investire

Come quasi in tutti i paesi africani, lo sviluppo dell’economia è in piena espansione e, nonostante la forte concorrenza già presente (libanesi e cinesi), ci sono settori molto interessanti tra cui:

  • Costruzione edile
  • Farmaceutica (iter lungo e complesso ma con utili oltre ogni aspettativa)
  • Cosmetica (medio-alto livello, perché la bassa qualità è dominio dei cinesi)
  • Moda (il Made in/with Italy)
  • Metallurgia
  • La produzione di motociclette (unici presenti i cinesi)
  • Alcolici e Superalcolici (consumi in aumento annuo in media del 10-13%)
  • Agroalimentare (settore dalle mille sfaccettature)

Come sempre non tutto ciò che ci viene presentato è oro che luccica.

Aprire una società: limitazioni e avvertenze

Ad esclusione di alcuni settori come: Istituti finanziari, Società Minerarie (pietre preziose e oro), Armi e munizioni e quelli di interesse nazionale, che sono comunque soggetti a agreement con lo Stato e hanno delle procedure a sé stanti, non esistono limitazioni alla creazione di una società in Costa d’Avorio.

In funzione del settore che si vuole sviluppare, l’importo da investire è libero. In funzione di quest’ultimo, il Nuovo Codice degli Investimenti, ofrre delle esenzioni maggiori o minori.

Non è obbligatorio avere un socio locale, anche se sarebbe opportuno inserirlo per gestire successivamente al meglio le PR locali.

Un’opportunità offerta ancora oggi, è la possibilità di apertura di una succursale in un primo tempo che deve però essere convertita in società locale entro i 3 anni dall’inizio dell’attività. Questo consente all’imprenditore di poter valutare al meglio il mercato scelto operando in piena trasparenza.

L’avvertenza nel voler procedere all’apertura di una società in Costa d’Avorio è di far uso dei servizi messi a disposizione dalla CEPICI, anche per poter usufruire nei termini giusti delle esenzioni presentate qui di seguito.

Esiste un iter da seguire e dei tempi da rispettare, dove in caso contrario, si ha la perdita totale di queste agevolazioni.

Principali esenzioni fiscali

La Costa d’Avorio, con il Nuovo Codice degli Investimenti, ha identificato i seguenti settori d’attività, che possono trarre vantaggi dalle nuove normative, definendo così due categorie:

Categoria 1: Agricoltura, Agro-Industria, Salute e Servizi Turistici

Per i servizi turistici, viene ulteriormente suddiviso:
· Investimento minimo, superiore o pari a 5 miliardi di FCFA se fatto in Zona A
· Investimento minimo, superiore o pari a 2 miliardi di FCFA se fatto in Zona B e C

Categoria 2: Qui sono raggruppati i seguenti settori :

· Sono esclusi quelli riportati in Categoria 1
· Sono esclusi i settori di attività indicati dall’art. 6 (qui di seguito)
· Sono inclusi gli investimenti inferiori, per i Servizi Turistici, alla soglia fissata nella Categoria 1

ARTICOLO 6 :Sono esclusi dai benefici dei vantaggi del Nuovo Codice degli Investimenti i seguenti settori:
· Il settore del commercio
· Il settore bancario e finanziario
· Il settore di magazzini non ad uso industriale
· Il settore dei liberi professionisti

Pertanto la Costa d’Avorio è stata suddivisa in 3 zone per poter beneficiare delle esonerazioni dettate dal Nuovo Codice degli Investimenti:

Zona A :Esonerazione per i primi 5 anni di attività del 50% per quanto segue:
Ø Imposta sugli utili, compresa l’imposta forfettaria
Ø Esenzione dal pagamento di permessi e licenze
Ø Esenzione dal versamento dei contributi della manodopera ivoiriana, ad esclusione della tassa sull’apprendistato e quella addizionale per la formazione continua
Ø Esenzione dall’imposta sul patrimonio terriero
Ø Esenzione dell’imposta sui dividendi versati ai soci di nazionalità ivoiriana.

Zona B :Esonerazione totale per i primi 5 anni di attività e del 50% sui 5 anni successivi, per quanto segue:
Ø Imposta sugli utili, compresa l’imposta forfettaria
Ø Esenzione dal pagamento di permessi e licenze
Ø Esenzione dal versamento dei contributi della manodopera ivoiriana, ad esclusione della tassa sull’apprendistato e quella addizionale per la formazione continua
Ø Esenzione dall’imposta sul patrimonio terriero
Ø Esenzione dell’imposta sui dividendi versati ai soci di nazionalità ivoiriana.

Zona C :Esonerazione totale per i primi 10 anni di attività e del 75% sui 5 anni successivi, per quanto segue:
 Imposta sugli utili, compresa l’imposta forfettaria
 Esenzione dal pagamento di permessi e licenze
 Esenzione dal versamento dei contributi della manodoperaivoiriana, ad esclusione della tassa sull’apprendistato e quella addizionale per la formazione continua
 Esenzione dall’imposta sul patrimonio terriero
 Esenzione dell’imposta sui dividendi versati ai soci di nazionalità ivoiriana.

Consigli di business etiquette 

Lo scoglio duro da superare da subito, invece, è quello dato dal non conoscere, se non si è mai frequentata la CI (Côte d’Ivoire), gli usi, i costumi e in particolare la mentalità del posto e quindi affidandosi al primo “locale” che offre i propri servizi.

Questo è un argomento di cui ci sarebbe da parlare a lungo, ma per non essere tedioso, preferisco solo avvisare: “attenzione, attenzione, attenzione ancora”!

Mai affidarsi al primo che capita, ma piuttosto farsi consigliare da qualche connazionale o dall’Ambasciata stessa.

I rischi più frequenti sono:

  • Pagare quasi il doppio un qualsiasi documento necessiti
  • Pagare uno sproposito per il taxi alla persona incaricata, quando poi loro, utilizzano dei trasporti che costano la decima parte di quanto dichiarato

La corruzione è parecchio radicata e spesso vengono richieste somme per sveltire delle pratiche che al contrario possono essere richieste ed ottenute in tempi brevi, comunque

Da sempre avviso che il “bianco”, qui, è ancora paragonato ad una “banconota che cammina”! Quindi prestare molta attenzione.

Un solo ultimo consiglio: chi ha in mente un progetto e lo volesse realizzare in Côte d’Ivoire, stenda una bozza e si trasferisca in loco per 3-4 mesi al fine di finalizzare un BP con valori reali e certezze di mercato potenziale, oltre ad ottenere informazioni più dettagliate direttamente che non solo quelle riportate.

E’ un investimento che non sarà gettato al vento, ma al contrario avrà un ritorno di gran lunga superiore a quanto si pensi.

Un soggiorno da non farsi in hotel dove si è serviti e riveriti, ma in un decente monolocale (studio), a contatto del mondo reale, della gente e in particolare della lingua.

La Côte d’Ivoire è un paese francofono, ma posso assicurare che il francese-africano locale è ben distante dal francese parlato a Parigi e il più delle volte molte sfumature o modi di dire, sono fondamentali conoscenze per evitare successivamente incomprensioni e possibili errori di valutazione o perdita di soldi.

Contatti utili

Consiglio sempre di avere un primo contatto con l’Ambasciata d’Italia per ottenere informazioni sulla situazione socio-politica del paese e magari alcuni spunti sui settori di maggiore interesse. Tel: +225 22 44 61 70.

In secondo luogo, prendere contatto con un connazionale che risieda in loco da alcuni anni per ottenere maggiori informazioni (a titolo gratuito) sul settore di interesse.

Per l’apertura di una società, consiglio di rivolgersi direttamente agli sportelli della CEPICI (Centre de Promotion des Investissementsen Cote d’Ivoire)  che si occupa in toto delle formalità necessarie ad un costo abbordabile e con tempi di realizzazione decisamente brevi.

A questo aggiungerei di affidarsi anche ad uno studio contabile, affidabile, che possa seguire anche successivamente alla creazione della società, la contabilità e fornire consigli utili per lo sviluppo dell’attività.

Personalmente consiglio Hili Conseil, che conosco da anni e che si è sempre distinto per la professionalità dimostrata.

Risorse web per approfondire

Per maggiori informazioni consiglio:

  • www.gouv.ci sempre aggiornato offre molte informazioni. Vedere anche i differenti Ministeri di interesse.
  • www.douanes.ci un primo input su procedure e costi. Conviene comunque affidarsi ad uno spedizioniere esperto per evitare spiacevoli “sorprese”. Personalmente da anni utilizzo DHL: anche se costano un po’ più degli altri in zona, sono sicuramente i più professionali in zona.