Ti piacerebbe avvicinarti al mondo africano con un’esperienza di crescita personale?

Se la risposta è SI mi piacerebbe suggerirti un’occasione da non perdere.

Né turismo né volontariato, ma reciproco apprendimento

Avrai notato che su Vadoinafrica non parlo di spiagge e safari. Questo perché vorrei mostrare altre facce più autentiche con cui entrare in relazione con il continente del futuro.

Sarà quindi difficile strapparmi consigli su pacchetti turistici che hanno lo scopo di svagarti in uno scenario da sogno dopo undici mesi trascorsi sulla ruota del criceto.

Di per sè faccio anche fatica a dare indicazioni a chi mi chiede lumi sulle esperienze di “volontariato-in-Africa”. Non perchè abbia nulla contro i nobili sentimenti, ma secondo me è più importante decolonizzare lo sguardo che “aiutare”.

Cosa intendo?

Penso che, anziché fiondarsi in capo al mondo a “fare cose” (più o meno utili), sia più interessante aprire nuovi scenari di senso, basati sul riconoscimento dell’altro come essere umano uguale e diverso da noi.

Insomma, di che si tratta?

TRA DUE RIVE è l’esperienza messa a punto da Associazione Teranga, una piccola realtà modenese guidata dall’antropologo e formatore Claudio Cernesi.

Claudio frequenta da oltre trent’anni la Casamance, regione meridionale del Senegal sospesa tra una vegetazione rigogliosa e la difficile posizione rispetto a Dakar. Tra le difficoltà di spinte indipendentiste e i recenti cambiamenti climatici.

L’esperienza che propone Associazione Teranga dura tre settimane. 

L’obiettivo non è “aiutare qualcuno” o “capire l’Africa”. Piuttosto far emergere il valore del reciproco scambio di esperienze.

Per conoscere meglio se stessi, mettere in gioco energie creative e modificare il proprio sguardo sulla vita e sul mondo, sulla scia di Marcel Proust quando dice:

Il vero viaggio non consiste nel cercare nuovi paesaggi ma nell’avere nuovi occhi

Ho posto qualche domanda a Claudio, per mettere a fuoco i contorni di una proposta che mi sento di consigliarti se sei in cerca di un modo non banale per avvicinarti al continente.

Da dove nasce questa proposta di viaggio?

Nel 1986, in occasione del mio primo viaggio in Senegal, mi ritrovai bloccato per due mesi a Ziguinchor a causa di un disguido organizzativo.

Impossibilitato a lavorare alla ricerca per cui ero partito, non percorsi la strada che tanti europei compiono quando si avvicinano a un’altra cultura: voler “insegnare” porre subito domande senza accettare di imparare e rispondere.

Cosa hai imparato vivendo in Senegal come ospite?

Quel malinteso fu una fortuna perchè mi permise di uscire dalle vesti del ricercatore facendomi invece sperimentare la moltitudine di possibilità della vita, che ogni cultura declina in modo differente.

In quel ruolo imprevisto colsi dei modi di essere che forse non avrei saputo vedere se fossi stato preso dal cercare risposte immediate alle mie domande.

Mi divenne chiaro quanto potessimo apprendere uno dall’altro. E quanto fosse necessario ridefinire il termine “sviluppo” e il modo con cui noi occidentali ci rapportiamo ai popoli che chiamiamo “in via di sviluppo”.

“Teranga” in lingua wolof indica il rito dell’ospitalità. Un rituale antico che, nonostante abbia modalità differenti nelle varie culture, ha scansioni identiche ovunque nel mondo. In definitiva un modo per riconoscersi entrambi “esseri umani” prima di mettere in luce le differenze e scoprire cosa si possa intraprendere per rispondere a bisogni spesso complementari.

Quali sono i punti chiave dell’esperienza?

L’esperienza che proponiamo nasce per permettere l’incontro tra persone e le loro storie di vita. Chi parte incontra realtà con cui abbiamo un rapporto di stretta collaborazione da anni. Andrà a casa di amici animati da spirito di condivisione e solidarietà.

L’intento è favorire una conoscenza reciproca tramite occasioni di incontro, formazione gli uni degli altri e soprattutto di ascolto. Perché prima di dire qualcosa è opportuno ascoltare.

Proprio per questo il gruppo dall’Italia avrà al massimo dieci partecipanti.

L’esperienza inizia con un incontro di conoscenza (che si terrà a Modena o Milano) e si conclude con una verifica che darà spunti per riportare quanto vissuto nella vita quotidiana. La presenza a questi due incontri è indispensabile per partecipare al viaggio.

Si viaggia con mezzi di trasporto locali, soggiornando come ospiti in piccole ma dignitose strutture ricettive comunitarie a Ziguinchor e nella comunità rurale di Coubalan: 13 villaggi che cercano di preservare i saperi autoctoni della medicina integrata, valorizzare le tradizioni culturali come la musica e la danza e contrastare desertificazione e salinizzazione delle risaie con il rimboschimento e la rigenerazione delle mangrovie.

Nel corso del viaggio si visita anche l’isola di Gorèe, luogo emblematico della tratta degli schiavi verso le Americhe e la capitale Dakar.

Chi accompagnerà il gruppo?

Leon Mendy, maestro elementare di Carabane, l’isola alla foce del fiume Casamance. Leon è un perfetto conoscitore dei territori e delle culture che accompagna da anni questa esperienza con grande gentilezza e disponibilità. Lo ritengo un perfetto interprete dello spirito di scambio e conoscenza che sta al cuore della proposta.

Cosa aspettarsi da questa esperienza?

Innanzitutto stupore. Venire a contatto con l’Africa fuori dagli stereotipi della miseria e del dolore significa legarsi indelebilmente agli sguardi, ai tempi lenti, al senso di solidarietà e serenità che nasce dando spazio alle relazioni con l’altro basate sulla parola.

Sarà difficile dimenticare l’ingegno, la determinazione, l’allegria e l’ironia delle comunità ospitanti, nonostante le fatiche di una vita semplice e dura.

Quando si svolge il viaggio?

Dal 20 dicembre al 6 gennaio 2019. Questo è il programma delle attività, che potrà avere piccole variazioni sulla base delle opportunità che si presentano durante il percorso:

  • arrivo a Dakar e sistemazione
  • cambo valuta, giro della città (Médina, mercati Sandaga e Kermel) e visita all’isola di Gorée
  • partenza in nave per la Casamance
  • arrivo a Ziguinchor. Sistemazione e visita alla cittadina
  • insieme all’associazione ASCABS. Giornate in famiglia. Conoscenza e scambi. Presentazione di Eluupolal (la nostra casa)
  • giornata in piroga con visita a isole e villaggi sul fiume
  • partenza per la costa. Isola di Carabane e Kap Skirring
  • isola e costa: camminate e conoscenza della vita del villaggio
  • possibilità di visita in piroga ai villaggi sulle rive del fume
  • rientro a Ziguinchor. Mercato
  • partenza per i villaggi del Kalounay nella foresta
  • insieme all’associazione KDES: giro dei villaggi, attività legate alle risaie, alla pesca sul fiume, medicina tradizionale, musica e danza
  • rientro in nave a Dakar
  • arrivo a Dakar. Conoscenza della vita della città. Alla sera volo per l’Italia
  • arrivo in Italia

Quanto costa?

2.100 € comprensivi di:

  • biglietto aereo in classe economica con volo di linea
  • tasse aeroportuali
  • polizza di assicurazione “bagaglio e assistenza medico legale”
  • accompagnatore in loco
  • incontro di preparazione/formazione prima della partenza e di verifica al rientro
  • organizzazione del viaggio
  • vitto, alloggio e viaggi interni

Sei interessato a saperne di più?

Entra nel gruppo Facebook dedicato dove Claudio risponderà a qualsiasi tua domanda!

Se desideri maggiori informazioni ma non usi Facebook scrivimi qui.

Viaggio in Senegal