Clinton Malik è un modello, blogger e creativo kenyano molto amato sui social per il suo caratteristico stile nostalgico-afrofuturista. Nel 2015 ha lanciato il marchio “Be Your Own Creation” (BYOC) con lo scopo di promuovere originalità, creatività e autostima attraverso attività che spaziano dalla moda, al turismo, all’arte e alla musica.

Questa attenzione ai valori sociali e culturali lo ha aiutato a imporsi come una delle nuove e importanti voci del panorama creativo del Kenya.

Vogue lo ha incluso nella sua lista annuale dei 100 street-styler piu influenti, descrivendolo, insieme al suo socio Moh McKenzie, come il nuovo volto della cultura di strada di Nairobi. Un movimento partito dal basso che vanta nomi come la vlogger Sharon Mundia, il fotografo Bryan Emry, gli artisti Oliver Asike e Velma Rossa e la modella Alexis Nereah.

Attualmente Clint sta filmando alcuni documentari ispirati alle culture africane della moda per spronare le nuove generazioni ad avvicinarsi a questo mondo e ai suoi linguaggi.

L’abbiamo intervistato per farci raccontare la sua storia.

Com’è nato il tuo profilo Instagram?

@clint_malik è nato nel 2013 per mostrare al mondo di che pasta fossi fatto, in termini di stile e gusto.

L’avventura è cominciata con “Midnight Crew”, un gruppo di amici con i quali scattavamo servizi fotografici in cui sperimentavamo stili diversi. L’anno successivo ognuno ha preso la sua strada e io ho lanciato il mio brand:

“BYOC – Be Your Own Creation”

Mi sono ripromesso di essere originale e creativo e di dare spazio e dignità al mio stile unico. Da allora la mia estetica è cambiata e le persone hanno iniziato a notarmi. Sono felice di essere diventato un’ispirazione e un punto di riferimento per la società.

Parliamo della tua estetica: cosa ti ispira?

Be your own creation – Sii te stesso.

Non è solo il nome del mio marchio, ma anche il mio motto: credere nel potere della semplicità e della consapevolezza del proprio valore nella moda come nell’arte.

Ci sono così tante persone che hanno paura di esprimere davvero quello che sentono. Io sono un artista e tendo ad esprimermi in modo radicale, senza preoccuparmi delle critiche. L’originalità è un elemento imprescindibile dell’arte e della moda.

Sono un ragazzo di un Paese del ‘terzo mondo’ che prova ad avere successo: mi lascio ispirare dall’arte e dalla moda in tutto quello che faccio e sto sfruttando questi due doni per cambiare la mia vita.

Voglio essere un’ispirazione per i giovani africani. Il nostro continente è eccezionale: se ci uniamo e ci mettiamo all’opera nel modo giusto, sfruttando i doni che ognuno di noi ha in sé, possiamo dimostrare al mondo di essere eccezionali. La nostra cultura è stupenda: dobbiamo esprimerla e mostrarla a tutti. La cultura africana è la mia principale fonte di ispirazione.

Quindi possiamo dire che il tuo stile è tipicamente “africano”: cosa lo rende riconoscibile?

Sì, mi ispiro in generale all’Africa. Nelle mie creazioni tendo a mescolare arte, elementi afro-pop e profonde suggestioni africane e il risultato è qualcosa di… pazzesco.

Mi piace associare l’hashtag #MadeinKenya ai miei capi per rimarcare dove sono nato e cresciuto.

Mi piace molto che usi materiali di scarto. I tuoi occhiali mi ricordano le creazioni di Cyrus Kabiru realizzate con rifiuti tecnologici. Cerchi di richiamarle di proposito? Anche tu sei attratto dalla moda futurista?

Sinceramente ho scoperto Cyrus Kabiru da poco e ne sono affascinatissimo. Non richiamo nessuno quando lavoro perché mi piace essere originale. Mi servo di tutto quello che mi viene in mente, provando a trasformare queste idee in creazioni di moda.

Mi ispiro a tutto quello che mi fa scorrere il sangue nelle vene (ride). Sicuramente alcune mie creazioni si possono definire afro-futuriste. Il mio obiettivo è realizzare qualcosa di diverso che possa essere utilizzato nel teatro e nel cinema.

Cos’è per te la moda e come contribuisci alla crescita della scena locale?

La moda è un mezzo potente per esprimermi e ispirare gli altri. Sono felice che Vogue mi abbia scelto come rappresentante del Kenya nella lista dei 100 influencer: è il segno che sto facendo la mia parte nel mondo della moda kenyana e contribuendo a renderla visibile a livello internazionale.

Ho anche collaborato come stylist per video musicali e produzioni cinematografiche, un altro modo per promuovere la nostra arte.

Il Kenya sta attraversando un momento straordinario. Molti artisti e stilisti si stanno finalmente affermando a livello internazionale. Cosa succede dietro le quinte e come ci si sente a far parte di questa nuova ondata di talenti?

L’industria creativa kenyana è in piena espansione. Ci sono un sacco di ragazzi che si stanno facendo avanti, realizzando cose bellissime e ottenendo riconoscimenti internazionali.

È grandioso perché significa che stiamo crescendo come paese: il mondo si sta finalmente accorgendo di noi e questo ci ispira ad andare avanti. Grazie ai social oggi chiunque può esprimersi, a differenza di prima.

Devo anche aggiungere che è tutto così in divenire che c’è molta pressione a non rimanere indietro, ma in generale sono contento di far parte di questa nuova ondata di talenti perché mi permette di condividere quello che faccio e fare la mia parte. Mi piace lavorare con altri artisti, scambiando idee per maturare reciprocamente.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Voglio lavorare per il teatro e il cinema. Sto anche girando alcuni documentari sulla cultura africana e sulla diversità delle arti e delle mode locali.

La mia prima collezione uscirà l’anno prossimo. Ci saranno delle t-shirt BYOC che voglio distribuire nelle scuole e negli orfanotrofi. Inizierò col produrne poche, per aiutare i bambini a sentirsi cool e anche per ispirarli.

Entro la fine del 2019 organizzerò anche il mio primo evento pop-up: “The creation 1″.

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Intervista concessa al blog in lingua inglese Afrosartorialis. Immagini di Clinton Malik.