Il settore creativo, in tutte le sue declinazioni, è in grande fermento in tutti i principali Paesi africani. Grazie alla tecnologia, le barriere che impedivano di raccontare storie africane al mondo stanno crollando.

L’animazione digitale è uno dei fronti caldi. Nell’edizione 2018 del Festival di Cannes, il cortometraggio ugandese “A Kalabanda Ate My Homework” è stato selezionato per la proiezione.

Oggi ho il piacere di intervistare Raymond Malinga, fondatore e CEO di Creatures Animation che ha realizzato questo corto. Un coraggioso pioniere di un settore che, facilmente, esploderà a livello continentale.

Com’è nata la tua passione per l’animazione?

Mi è sempre piaciuto raccontare storie e scrivere, sin da che ho un ricordo. Sono un grande fan di autori come J.K. Rawlings e Roald Dahl. Da piccolo volevo diventare come loro, uno scrittore.

All’età di circa 15 anni, ho scoperto l’animazione digitale e me ne sono innamorato. L’ho vista come un’opportunità per combinare tutto quello che mi piaceva in un nuovo settore creativo!

Dove hai acquisito le competenze necessarie?

Ho iniziato studiando da solo. Al termine delle superiori volevo proseguire negli USA, che vedevo come l’unico luogo al mondo dove si potesse imparare l’animiazione digitale. Infatti tutti i miei film preferiti erano realizzati lì.

Ma il costo di studiare negli States era fuori dalla portata della mia famiglia. Mio padre mi ha così spronato a cercare alternative. Non avevo idea che si potesse studiare animazione altrove, ma ho scoperto la Malesia.

Pur non essendo la mia prima opzione, mi resi subito conto che era un’opportunità interessante. Mi sono così iscritto alla Multimedia University di Cyberjaya, parco tecnologico a Kuala Lumpur, sapendo che mi sarei fatto il mazzo per competere con qualsiasi studente ovunque nel mondo!

Sono molto contento della mia scelta: ho fatto amicizie meravigliose e imparato un sacco.

Animazione digitale africana
Con il fratello e socio Raimond (a sx)

Come hai deciso di lanciare Creatures Animation?

Già prima di partire sapevo che sarei tornato in Uganda per avviare il mio studio di animazioni.

Dopo la laurea mi è stato offerto un lavoro alla Wau Animation: ci ho lavorato per circa 6 mesi prima di licenziarmi e tornare a Kampala.

Credo fermamente che, se un numero significativo di giovani africani con competenze acquisite all’estero torneranno in patria, il futuro del nostro continente sarà indubbiamente brillante.

Abbiamo avviato Creatures il 1° gennaio 2015 con mio fratello Robin, sceneggiatore. La prima sede? Una stanza della casa dei miei.

La visione con cui abbiamo aperto la nostra azienda è quella di creare contenuti originali e rappresentativi dell’universo culturale africano.

Di cosa parla il vostro primo, pluripremiato, cortometraggio?

È la storia di Tendo, alunno di una scuola primaria, e del suo incontro con un mostro che infesta le scuole ugandesi.

Tendo si presenta in classe senza compiti dicendo che… gli sono stati mangiati da un “Kalabanda”. Come far credere a una scusa così? E questa creatura mitica esiste davvero?

Per scoprirlo guardate i 6 minuti del cortometraggio:

Ci abbiamo impiegato quasi due anni a realizzarlo, ma siamo stati incredibilmente fortunati nel ricevere un ampio riconoscimento del nostro lavoro di esordio.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Stiamo lavorando ad un programma TV d’azione intitolato “Superstar Suubi”. Una serie di supereroi panafricani che vuole contribuire a creare un nuovo standard per i progetti di animiazione creati in Africa.

È una montagna pazzesca da scalare, ma credo che se non prendi qualche rischio non puoi mai farcela! Quindi ce la faremo.

Come vedi il settore animation in Uganda e in generale in Africa?

Sia a livello nazionale che a livello continentale è ancora un settore molto piccolo. Ma prima o poi qualcuno doveva iniziare!

Vedo un crescente interesse da parte dei più giovani a lavorare in questo settore. Dunque credo che cresceremo rapidamente portando sempre più storie africane davanti agli occhi dei nostri bambini.

Quali sono le principali difficoltà?

Essendo un nuovo settore mancano posti di lavoro per far crescere i nuovi animatori. Molti studiano e poi finiscono per svolgere lavori irrilevante senza utilizzare le competenze acquisite.

Un secondo problema è la lentezza dello sviluppo dei progetti. I nostri sono lavori spesso costosi, ad alta intensità di manodopera e dobbiamo fare molti lavori laterali, ad esempio nella pubblicità, per riuscire a finanziare i progetti più creativi.

Questo porta un’allocazione non ottimale del nostro tempo. Sarebbe bello concentrarsi per almeno un paio d’anni solo sullo sviluppo del settore.

Infine credo ci sia una mancanza di competenze di alto livello. Gli ugandesi, o in generale africani, che possono permettersi di studiare all’estero (USA o Malesia) sono ancora troppo pochi e gran parte dei nostri animatori restano poco più che autodidatti.

Animazione digitale africana
A Kampala con il team di Creatures

Siete alla ricerca di partner internazionali?

Certo! Ci piacerebbe avviare un programma di scambio di competenze così da mettere il nostro team in grado di apprendere da specialisti di questo settore. Questo ci consentirebbe di migliorare la nostra mentalità perchè più persone sarebbero esposte a quello che avviene all’estero. Il nostro obiettivo è creare film che possano competere a livello globale.

Siamo poi interessati a trovare partner per la distribuzione in altri Paesi. Se realizziamo i nostri film in Uganda e nessuno sa che esistono o non possono acquistarli siamo al punto di partenza.

Sento sempre più parlare della necessità di “contenuti diversi” a livello globale e credo che noi giovani creatori africani abbiamo la chance di portare uno sguardo diverso al mondo. Se avessimo un partner per presentare i nostri progetti a livello internazionale sarebbe tutto più rapido.

Ci piacerebbe anche realizzare progetti in outsourcing per clienti esteri. Penso che esporre la nostra squadra a clienti internazionali possa farci crescere, darci la possibilità di sviluppare capacità specifiche ed aiutarci a raggiungere il nostro obiettivo di creare storie ancora più emozionanti e sorprendenti.

Per creare valore con il continente africano ti aspettiamo in VADOINAFRICA NETWORK, community collaborativa con oltre 6.000 iscritti!