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Christian Gaspari: la dolce vita in Senegal

Italia e Senegal hanno relazioni molto strette. I senegalesi sono la prima comunità subsahariana in Italia (oltre 100.000 residenti) e molti di loro hanno avviato iniziative economiche e sociali tra i due paesi. Proprio grazie a loro tanti italiani hanno iniziato a frequentare il Senegal, apprezzandone il clima mite (a differenza di altri paesi del West Africa), la cultura ospitale e tollerante e il contesto economico in piena espansione.

Gli italiani in Senegal sono oggi circa duemila, spesso piccoli imprenditori nel settore della ristorazione e nel turismo. Sono apprezzati per le ricadute occupazionali e per il ruolo di ambasciatori del lifestyle italiano (cucina, moda, architettura, ecc.).

Prima di iniziare, ti invito ad entrare nel gruppo di networking di Vadoinafrica.com! Siamo in parecchi, accomunati dal desiderio di creare valore tra Italia e Africa.

Christian Gaspari, 47 anni, ha ceduto un ristorante ad Albissola (SV) per costruire un residence in stile afro-contemporaneo e lanciarsi nell’importazione di generi alimentari e vini italiani in Senegal.

Come sei arrivato qui per la prima volta?  

Sei anni fa ho passato le ferie a Saly, cittadina della Petite Côte. Non avevo alcun progetto di trasferirmi. Giusto la voglia di riposarmi per qualche settimana e molta curiosità.

Cosa ti ha colpito della vita in Senegal?

Sono rimasto folgorato dal mix unico di clima, natura, stabilità politica e crescita economica. E dalla cordialità dei rapporti umani alla quale non siamo purtroppo più abituati in Europa. 

Già durante il primo soggiorno ho conosciuto parecchi esponenti della folta comunità europea che vive in questa zona vedendo la possibilità di coniugare interessanti opportunità imprenditoriali con una qualità della vita decisamente migliore rispetto a quella italiana.

Come hai deciso di chiudere in Italia e trasferirti qui?

La mia attività di ristoratore in Liguria ha avuto un discreto successo. Sono stato anche amministratore pubblico a livello locale. La mia spinta a emigrare non nasce dunque da un bisogno economico. 

Il primo passo è stato effettuare un investimento immobiliare che mi consentisse di passare in Senegal sei mesi all’anno valutando come trasferirmi definitivamente.

Nel 2014, insieme all’importatore dei prodotti Divella (pasta e biscotti) e un’altra socia con una vastissima conoscenza del territorio, abbiamo avviato un’azienda per la distribuzione di vino delle Langhe piemontesi. Stiamo lavorando per diventare rappresentanti in Senegal di altre aziende alimentari italiane.

Chi sono i vostri dipendenti?

Per ora lavoriamo con sei giovani locali. Non è stato semplice selezionarli, anche perchè alcuni senegalesi non toccherebbero mai una bottiglia di vino per precetto religioso. Ma lavorare con il Made in Italy è fonte di orgoglio, come appassiona molto tutto il calcio italiano.

L’aspetto più bello del vivere in Senegal?

Vivere in Senegal, anche se gestisci un’attività, comporta un carico di stress inferiore rispetto a quello europeo. I ritmi sono diversi. Gli obiettivi si raggiungono comunque, ma con più rilassatezza.

Il segreto per trasferirsi con successo in Senegal?

Non devi venire qui per fare il dipendente. Serve qualche possibilità economica, spirito imprenditoriale e tanta capacità di adattamento culturale come è ovvio che sia.

La mia esperienza è che un progetto imprenditoriale ha successo per due fattori principali: la qualità del prodotto e la vastità della rete relazionale. Per me è una vera passione conoscere continuamente nuove persone e qui, come ovunque nel mondo, l’ampiezza dei contatti può fare la differenza quando hai un progetto da realizzare.

Sono diventato amico del Sindaco di Saly che, quando vuole staccare un po’, viene a casa mia. Ammirato per la sua capacità amministrativa, lo sto affiancando nel suo tentativo di far politica a livello nazionale non senza un po’ di emozione.

Ho anche iniziato a collaborare con il Ministero del Turismo per promuovere il Senegal in Italia. Ogni anno organizzo un incontro tra giornalisti italiani, autorità e rappresentanti del turismo per ideare nuove modalità per incentivare il turismo italiano in Senegal.

È possibile investire senza vivere in Senegal?

Secondo me non è raccomandabile investire a distanza. Bisogna capire in dettaglio come funziona il sistema, che è diverso da quello europeo. Allo stesso tempo è molto aperto verso gli imprenditori “toubab” (bianchi). Devi “viverci e viverlo” per provare a capirlo e poter investire seriamente. 

Come (e dove) ti vedi tra dieci anni?

Ovviamente qui in Senegal, credo nello sviluppo di questo paese. Sto investendo le mie risorse qui perchè ritengo che la situazione economica e sociale migliorerà. Il clima è meraviglioso, la gente cordiale e sorridente. Perché immaginarsi altrove?

Un libro o film che consigli per provare a capire il Senegal?

Memoire Noire è un bel libro che ti accompagna a scoprire le tradizioni culturali africane. Credo sia fondamentale conoscere le radici di un popolo se vuoi “integrarti” veramente.

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