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Emanuela Gregorio: la moda africana è trendy. Anche in banca!

moda africana

La moda africana sta diventando sempre più chic. La creatività, eleganza e voglia di innovare dei giovani designer africani hanno portato una ventata d’aria fresca in un mondo da tempo autoreferenziale. E le grandi maison guardano insistentemente all’Africa sia come fonte d’ispirazione (più o meno genuina), sia come mercato in crescita, sia come terra dove effettuare investimenti produttivi (con l’Etiopia che si sta affermando come hub del settore). Insomma, anche per la moda l’orizzonte futuro è il continente nero.

Alla vigilia della Settimana della Moda milanese, sono felice di ospitare Emanuela Gregorio che proprio sulla valorizzazione della moda africana ha costruito la propria carriera internazionale. In fondo all’articolo, segnalo tre eventi a tema da non perdere!

Prima di iniziare, l’invito ad entrare anche tu nel gruppo di networking di Vadoinafrica.com!
Siamo in tanti, con esperienze e interessi diversi. Tutti accomunati dal desiderio di creare valore tra Italia e Africa.

Benvenuta Emanuela, ci racconti il tuo percorso di studio e lavoro?

Ho studiato Relazioni Internazionali ed Economia alla Sapienza di Roma. Ho quindi iniziato a lavorare per istituzioni internazionali come il World Food Program, l’IFAD e agenzie bilaterali tra cui la cooperazione italiana a Tunisi. Con il tempo mi sono specializzata nella gestione delle risorse naturali, finanza alle PMI, gender e innovazione. Ho anche maturato alcune esperienze in azienda sia a Roma che a Tunisi.

Dal 2012 lavoro con African Development Bank. Prima Tunisi, dove la banca si era trasferita a seguito della crisi politica in Costa d’Avorio e, dal 2014, ad Abidjan, capitale economica ivoriana.

Come sei arrivata ad occuparti di moda africana in AfDB?

Devo dire che è stato un caso abbastanza fortuito, legato all’intuizione della dirigente con cui lavoravo: Geraldine Fraser-Moleketi, vice-presidente della banca e inviato speciale per le questioni di genere in Africa. Una grande visionaria che ha ricoperto ruoli di spicco nella politica sudafricana (è stata ministro con Mandela).

È stata lei ad avere l’intuizione di focalizzarsi sulle industrie creative (fashion, food e film) dal grande potenziale sopratutto per donne e giovani nel continente. Mi sono subito appassionata perchè questi settori valorizzano capacità, talento e creatività consentendo di creare valore aggiunto e posti di lavoro.

La moda africana è un mondo dinamico e sono sempre più i designer impegnati nella promozione del “Made and Designed in Africa”.

Ma ci sono tanti problemi strutturali da risolvere per consentire agli imprenditori di servire al meglio i mercati. Una sfida ricorrente è quella legata alla scala artigianale della produzione, che rende complicato soddisfare la domanda. Mancano infrastrutture e servizi a supporto dell’avvio di queste imprese, programmi di finanziamento e in definitiva un’impostazione più industriale. Un’altro tema è la protezione della proprietà intellettuale, un sfida comune a tanti altri settori nei paesi africani.

moda africana

Ci spieghi il programma che state sviluppando?

Fashionomics Africa è nato nel 2015 per connettere tutti gli attori della filiera della moda africana e del tessile in Africa – ‘from Cotton to Fashion’!

Abbiamo lanciato un portale che punta a diventare una piattaforma per creare una rete diretta tra tutti gli attori del settore (fornitori, produttori, imprenditori, designer, finanziatori, donatori, ecc.) e i destinatari dei prodotti (consumatori finali e altri operatori).

La volontà è quella di rendere il settore della moda africana più trasparente eliminando o riducendo le sue asimmetrie informative.

In particolare vorremmo:

  • migliorare l’accesso ai mercati attraverso l’e-commerce;
  • accrescere l’accesso ad analisi di mercato;
  • agevolare l’accesso ai finanziamenti (anche tramite fonti non tradizionale, come crowdfunding, angel investor ed equity);
  • sviluppare le competenze tecniche e gestionali.

Stiamo creando dei partenariati strategici con operatori logistici per ridurre i costi di trasporto per gli utenti della piattaforma. Parallelamente lavoriamo con i governi africani per incentivare la produzione di prodotti finiti (es. tessile, abbigliamento) rispetto alla mera esportazione di materie prime (es. cotone). La nostra strategia si basa su un approccio duplice: macroeconomico (aiuto ai governi ad attrarre investimenti diretti esteri tramite zone economiche speciali) e microeconomico (sostegno all’imprenditoria locale).

Il potenziale è enorme e stiamo lavorando con molti partner locali ed internazionali per stimolare la crescita di questo settore, cruciale nel far crescere la manifattura africana (che al momento conta meno del 2% a livello globale).

moda africana

La cosa più bella del vivere ad Abidjan?

Adoro Abidjan! Son qui ormai da tre anni ed è come se il tempo fosse volato. Abbiamo delle belle spiagge a un’ora di macchina dalla città e qui è sempre estate,

Quella più brutta?

Devo ammettere che ogni tanto mi manca un clima più mite e meno umido!

Cosa consigli a un giovane che volesse lavorare in un’istituzione internazionale come AfDB?

Essere pronti ad integrarsi in un ambiente particolarmente dinamico, qualificato e competitivo. È necessaria la perfetta conoscenza di almeno due lingue straniere, una buona facoltà di adattamento ad ambienti di lavoro e di vita caratterizzati da culture diverse, oltre alla predisposizione a viaggiare frequentemente.

E a chi vuole realizzare un progetto imprenditoriale nella moda africana?

Andate molto in profondità con l’analisi di mercato. L’interesse per l’afro-fashion è sicuramente in crescita e la produzione ancora scarsamente organizzata. Questo apre le porte a molte opportunità imprenditoriali. Ma occorre pazienza, impegno e tanta voglia di trasferire le conoscenze a partner locali di lungo periodo.

Qualche consiglio di lettura per orientarsi in questo mondo?

Tre libri: Africa Textiles Today di Chris Spring, Fashion Africa della blogger Jacqueline Shaw e New Africa Fashion di Helen Jennings.

Sei appassionata/o di moda africana o semplicemente curiosa/o?

Segnati questi tre eventi che si terranno la prossima settimana a Milano:

  • Contaminafro (20-24 settembre), festival delle culture contemporanee africane, che include una sfilata di fronte al Castello Sforzesco domenica 24 alle 18.00;
  • AFRO Fashion Week Milano (22-25 settembre), organizzata dall’associazione Afro Fashion fondata da Michelle Francine Ngonmo e Ruth Maccarthy. Biglietti disponibili qui;
  • Super 10 – Style on the Rise (23-25 settembre), organizzata da Pitti ma riservata solo ai compratori specializzati.

afro fashion week milano

Photo Credits: Afro Fashion

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