Pape Macodou Fall alias Mokodu è un artista senegalese di base a Roma. Nato nel 1975 in una famiglia di diplomatici, ha esordito giovanissimo come vignettista.

In Italia lavora inizialmente come attore e produttore cinematografico. Si specializza poi nella pittura figurativa e nel ritratto concentrandosi sulle figure iconiche della rinascita africana, patrimonio dell’intera umanità. I lavori di Mokodu, che è anche fashion designer, sono stati esposti in Europa e Africa.

L’abbiamo intervistato in preparazione di due eventi in programma nei prossimi giorni nella Città Eterna.

Prima di iniziare, l’invito a raggiungerci nella community Facebook di Vadoinafrica

Come hai scoperto di voler diventare un artista?

Sono praticamente autodidatta. Disegno sin da quando ero molto piccolo. Già alle elementari ricevevo i primi premi per i miei disegni.

I miei genitori desideravano mi concentrassi di più negli studi ma avevo una naturale e spontanea inclinazione artistica che ho coltivato nel tempo attraverso l’esercizio e l’esperienza.

Vignettista, pittore e stilista: qual è il filo conduttore del tuo lavoro?

Senza dubbio l’Africa come sorgente di vita nelle sue più varie espressioni. Non solo come cornice di raffinata estetica ma come ispirazione per cercare la verità e il significato dell’esistenza umana.

Al centro della mia ricerca c’è sempre l’essere umano con le sue debolezze, contraddizioni, le sue tensioni tra felicità e sofferenza e l’eterna ambivalenza dei sentimenti.

Sento il bisogno di esprimere la complessità delle emozioni che provo e di dargli forma e colore attraverso l’arte. Sono anche molto curioso e per questo cerco sempre nuovi mezzi espressivi capaci di rinnovare i miei stimoli creativi.

Per questo i miei progetti coinvolgono spesso diverse arti e discipline. Credo nella diversità e nella possibilità di crescere mediante il dialogo e le esperienze collettive. Esprimersi attraverso la cultura crea un’umanità più libera e consapevole.

Davanti al murales realizzato in via Assisi in memoria di Soumayla Sacko

Qual è il segreto della tua inesauribile vena creativa?

Alla base di tutto c’è la passione che mi guida e motiva ogni giorno. Non è facile vivere di arte: serve un sacco d’ispirazione e la libertà per trasformare in forme e colori i desideri.

L’ispirazione la trovo in tutto ciò che mi circonda: giorno e notte, gioia e preoccupazioni. La vita tutta, insomma.

Vado avanti seguendo il mio istinto, guidato dalle emozioni e ispirato dai materiali che raccontano sempre una storia.

Rispetto, disciplina e lavoro: cerco di vivere ogni giorno sulla base di questi tre elementi.

Quale cambiamento vorresti portare in chi guarda le tue opere?

Mi piacerebbe accendere una luce sulla vera Africa. Quella che non viene mai mostrata in TV. Diversità, apprendimento dall’altro e collaborazione. Perchè insieme si va lontano.

L’Italia è un Paese d’arte, dove sono nati i migliori artisti del mondo. Ha una cultura mediterranea che trovo, per tanti aspetti, simile a quella in cui sono cresciuto.

Mi piacerebbe dare un contributo nella ricerca di un linguaggio comune a tutti gli esseri umani fatto di bellezza, gioia di vivere e armonia.

Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti a Roma?

Il primo è “Giardino dell’amore” in programma Sabato 27 Ottobre alle 18.00 presso Realismo Magico (via Romanello da Forlì, 11). Un appuntamento dedicato a uno dei temi che mi sta più a cuore: l’uguaglianza tra esseri umani e la ricerca di quello che ci accomuna. Il rosso del sangue che circola in ogni essere vivente muovendosi con lo stesso carico di emozioni e voglia di vivere.

Il secondo, Giovedì 8 Novembre, mette al centro la figura di Nelson Mandela, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita. Presso la biblioteca romana dedicata a quest’uomo straordinario celebreremo la sua capacità di trasformare la sofferenza in speranza. Mercoledì 14 proseguirò con un laboratorio di pittura dedicato ai bambini (4-10 anni).

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