In questi anni ho lavorato in svariati Paesi africani, percorrendo, su strada, decine di migliaia di chilometri.

Ho passato centinaia di posti di blocco.

Climi, culture e lingue differenti ma domande degli agenti sorprendentemente simili:

  • un caffè o un refresco in Mozambico
  • un chai (the) o una soda (coca/fanta) in East Africa
  • da bere (pourboir) in Marocco e in altri contesti francofoni

Insomma, uno degli aspetti purtroppo comuni è la… sete della polizia!

Il fenomeno della corruzione, diffuso ovunque nel mondo, in tanti Paesi africani è una spia evidente del difficile rapporto con le istituzioni dello Stato-nazione, nato con il colonialismo e percepito come sistema predatorio da usare a proprio vantaggio.

Fanno forse eccezione solo i “virtuosi” Botswana, Rwanda e Namibia.

Non è mia intenzione generalizzare in alcun modo, nè suggerire comportamenti pericolosi in contesti di guerra. Solo fornire qualche consiglio utile in situazioni di questo tipo:

posti di blocco africani

Vignetta nigeriana: “Oggi non ho niente per voi ragazzi, perchè non ho moneta” “Dammi, abbiamo il cambio!” 

La scintilla che accende la contestazione

Le richieste di denaro ad un posto di blocco partono sempre da un pretesto.

Le più ovvie sono qualche difetto del veicolo (un vetro, uno specchietto o un fanale rotto) oppure una reale infrazione alle regole di circolazione.

La mazzetta diventa la soluzione per evitare la multa, integrando il magro salario dell’agente. Viene abilmente presentata come uno scenario win-win quando, in realtà, ci perdono tutti.

Altre volte può manifestarsi con aggressività: tanto il veicolo quanto la guida sono impeccabili, ma vieni lo stesso trattenuto senza motivo.

In Sudafrica ho dovuto aspettare tre quarti d’ora per sentirmi dire perentoriamente:

questa batteria non è installata correttamente!

A nulla valeva dimostrarne il perfetto funzionamento.

Altre volte il tentativo estorsivo può sconfinare nella comicità. In Mozambico sono stato accusato di eccesso di velocità con queste parole:

quando le auto passano su quei dossi fanno bum-bum. La tua ha fatto bum-bum-bum!

Il fenomeno è reale e tanto impattante che le imprese di trasporti includono nei loro budget una quota per queste situazioni. Alcune ne fanno una sorta di incentivo motivazionale per gli autisti: il denaro viene consegnato in contanti e quello che si riesce a non spendere con la polizia diventa un bonus!

posti di blocco africani

Le consequenze negative di queste pratiche, a livello di sistema, si possono ben immaginare.

Ma come ci si comporta di fronte a una situazione del genere?

Ecco sette suggerimenti dalla mia esperienza personale:

1. Innanzitutto, cerca di non pagare!

Premessa generale per ricordare il risultato da raggiungere, ovviamente sempre che non ci sia pericolo per l’incolumità di nessuno.

2. Un sorriso please

Sii sempre gentile e sorridente. Essere risoluto e collaborativo ti farà risparmiare tempo in un controllo regolare. Eviterà inutili escalation in situazioni ambigue.

3. Chiedi una ricevuta

Hai commesso una chiara infrazione? Insisti per avere una multa scritta secondo le opportune modalità, anche se significa dover pagare qualcosa in più.

Se non sei sicuro di averla commessa, chiedi spiegazioni. Per esempio sull’articolo del codice della strada che hai violato.

Se non hai commesso una contravvenzione, la tua testardaggine potrà essere premiata e verrai lasciato andare.

4. Pazienza, pazienza, pazienza

Sei di fretta per un importante meeting di lavoro? Mettiti l’anima in pace.

La pazienza è l’arma migliore che puoi usare per difenderti: chi vuole corrompere ha molta pazienza, tu devi averne ancora di più!

Quando si renderanno conto che non riceveranno soldi, inizieranno a capire che il tempo “investito” su di te potrebbe essere usato con più profitto con qualcuno meno testardo.

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5. Attezione alle perquisizioni

Vogliono perquisire la tua auto (o borsa, portafogli, ecc.)?

Assicurati di essere sempre presente e con gli occhi bene aperti durante l’operazione, aprendo personalmente cofano, vano motore, bagagli, alzare i sedili e così via.

Collabora sempre, stando attento che, nelle operazioni, gli agenti non nascondano droga che potrebbe diventare il capo d’accusa per minacciare l’arresto (proponendo poi la possibilità di pagare per risolvere il caso).

6. Occhio ai distintivi

Fai attenzione agli stemmi sulle uniformi (stellette, simboli, mostrine, etc.): potresti smascherare agenti fuori servizio che fanno “gli straordinari” fermando le auto fuori servizio senza distintivi. O, nei casi peggiori, potrebbero essere falsi poliziotti.

Chiedere educatamente di vedere le credenziali dell’agente può far capire di conoscere il contesto e non essere degli sprovveduti.

7. Installa una Dash Cam

Per stroncare sul nascere ogni tentativo di estorsione (anche da parte di altri soggetti, come automobilisti o pedoni malintenzionati che potrebbero fingere un incidente) installa una Dash Cam sul parabrezza.

Registrando in automatico tutto ciò che avviene davanti al veicolo sarà più semplice dimostrare la realtà dei fatti in caso di contestazioni.

Comunque, mai generalizzare!

Per tanti agenti affamati o disonesti che ho incontrato sulle strade africane, ne ho trovati almeno altrettanti onesti, responsabili e attenti al proprio dovere.

Auspicabilmente, il numero di questi ultimi sta crescendo. Così come aumenta chi non è più disposto a percorrere la scorciatoia della corruzione.

Quindi attenzione al pregiudizio di vedere l’africano in divisa come sempre corrotto (o corruttibile) quando non è affatto così.

Dall’altra fermezza per contribuire ad accelerare la sconfitta di un male non necessariamente… necessario.