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Ma andare in Africa è pericoloso? 10 consigli per evitare guai

viaggiare sicuri in africa

Hai in programma un viaggio in Africa? Poco cambia se la tua destinazione è Kampala, Rabat o Lagos. Una buona parte dei tuoi parenti e amici inizierà a cercare di farti cambiare idea con una sola argomentazione:

ANDARE IN AFRICA È PERICOLOSO

Bene, dopo aver condiviso i miei consigli sul tema vaccinazioni e precauzioni sanitarie, oggi condivido la mia esperienza su come viaggiare sicuri in Africa.

Una premessa: l’Africa è un continente enorme. A fronte di una generale crescita della minaccia terroristica (22 dei 45 paesi per cui il Dipartimento di Stato Usa ha emesso un travel warning sono africani) bisogna osservare con Marco Cochi di Afrofocus che:

Il continente ospita 54 paesi: 17 non hanno mai subito un attacco terroristico, mentre, dal 2013, più della metà dei Paesi africani non ha mai avuto una morte connessa al terrorismo. E altri sei paesi hanno registrato meno di dieci vittime causate da attentati.

Viaggiare in buona parte dell’Africa presenta un fattore di rischio gestibile. Inferiori, per esempio, a quelli che si corrono in gran parte delle metropoli sudamericane. Ma la percezione generica è diversa.

Prima di iniziare un consiglio: se hai in previsione un viaggio entra in Vadoinafrica: networking group. Troverai risposta a qualsiasi tuo dubbio, purché tu lo descriva con precisione.

Elenco ora i miei dieci consigli per viaggiare sicuri in Africa basati su oltre dici anni di esperienza diretta.

1. Tutto dipende da DOVE vai e QUANDO: informati!

Contesti molto tranquilli (es. Ghana) possono esserlo un po’ meno in mezzo alle campagne elettorali. Paesi impegnativi (es. Nigeria) presentano notevoli differenze tra regioni (Boko Haram in 8 stati del Nord-Est, la zona del Delta pericolosa per altri motivi ecc.).

Ogni discorso sulla sicurezza va contestualizzato:

  • a livello di paese/città/quartiere
  • sul periodo specifico del viaggio.

Come fare quindi?

Oltre che a viaggiaresicuri.it (dove comunque conviene registrarsi) visita i siti dei Ministeri degli Esteri di Gran Bretagna e Francia (con priorità a uno o all’altro a seconda dell’ex affiliazione coloniale del paese in questione).

2. Non avere paura: il 99% degli africani NON è armato di AK47

Nonostante c’è chi pensi il contrario, chiunque abbia viaggiato sa che ovunque la maggioranza degli africani è ben disposto verso gli stranieri, visti al massimo come buffi o ingenui.

Il 99% degli africani non gira armata non pratica attività criminali! Può sembrare scontato ma visti i commenti che ogni tanto ricevo ci tengo a sottolinearlo. Ovviamente questo non significa abbandonare il buonsenso e dare cieca fiducia a sconosciuti in strada come chiunque ti proponga “affari sensazionali” o chi ti chieda denaro per i motivi più svariati

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3. Evita di attirare l’attenzione, ci pensa già la tua pelle

In tutto il continente se arrivi dall’Occidente non puoi nasconderti. Come bianco caucasico per ovvi motivi cromatici. Come nero che vive da tempo all’estero anche tu potresti essere visto come un “Bancomat che cammina”. È un fatto. Basta saperlo e quindi evitare il più possibile di ostentare ricchezza.

Meglio evitare di girare con gioielli vistosi, teleobiettivi e iPhone che non ti porteranno altro risultato che aumentare l’attenzione di potenziali malintezionati.

4. Dimmi da chi vai e ti dirò quanto rischi

Le ambasciate sconsigliano di mettere piede nei quartieri popolari delle grandi metropoli. Andare a “farsi un giro” da soli a Kibera o Korogocho (per citare due slum di Nairobi dove ho lavorato),  Katwe (Kampala) o Agbogbloshie (Accra) non è un’idea brillante.

La questione è diversa se hai un collega o un amico (non qualcuno conosciuto il giorno prima!) che conosce bene il terreno perché ci lavorano (o ci sono cresciuti).

In quel caso il mio parere è che non ci siano mai zone “off-limits” a priori. Occorre sapere dove si sta andando e perché: in generale lo “slum tourism” NON è ben visto. Cosa può fare la differenza? Andare a trovare delle persone rispettate nel quartiere come attivisti sociali, missionari, artisti, ecc.

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5. Rispetta usi e costumi del luogo

Non mi stanco di sottolineare la necessità di approcciarsi al mondo africano con rispetto. Rispettare le abitudini, per esempio, su abbigliamento e atteggiamenti in pubblico fa parte di quelle attenzioni che possono evitare di essere percepiti come neocolonialisti.

Giusto per fare alcuni esempi che ho trovato generalmente validi ovunque:

  • tratta con deferenza gli anziani
  • ricorda che la mano sinistra è di solito “impura”
  • sappi che guardare dritto negli occhi è di norma percepito come mancanza di rispetto
  • evita di criticare apertamente ciò che non capisci o non approvi
  • se scopri che un comportamento è percepito come immorale (es. fumare in pubblico per una donna) lascia perdere
  • evita baci ed effusioni davanti a occhi altrui (quando invece tenersi per mano tra uomini è normale e segno di amicizia)

Occhio infine che l’omosessualità è reato in svariati paesi del continente.

6. Foto? Poche e buone!

Concordo in pieno con Marco Trovato, direttore di Africa Rivista, nell’osservare che l’Homo turisticus occidentale:

Gira l’Africa armato di macchine fotografiche. Ostenta attrezzature costose e spesso ingombranti che lo rendono riconoscibile ovunque. Dispone di un arsenale di zoom grossi come cannoni. Scarica all’impazzata raffiche di scatti. Va a caccia di valorosi guerrieri con le lance, silhouette di acacie al tramonto, frotte di bimbi scalzi… Immagini intrise di esotismo o di pietismo.

Consiglio di scattare meno foto possibile dando priorità alle relazioni umane. Ovvia raccomandazione: chiedere sempre il permesso prima di scattare foto alle persone.

Fortemente sconsigliato avventurarsi in scatti a:

  • Polizia e militari
  • Edifici governativi
  • Persone impegnate in qualunque culto religiososicurezza in africa

7. Il rischio più grande è la strada

Per viaggiare sicuri in Africa bisogna prestare attenzione ai viaggi su strada. In tutto il continente il numero di incidenti (e vittime) della strada è enormemente elevato.

Concorrono al triste primato:

  • un parco veicoli dall’elevata età media
  • strade spesso inadeguate
  • uno stile di guida frequentemente scriteriato

Spesso mi è capitato di pensare che le immancabili scritte sul parabrezza “TRUST IN GOD” o “ALHAMDULILLAH” (e affini, vedi YA KARIM della foto qui sotto) portino gli autisti a non ritenersi completamente responsabili della propria condotta!

Sia che tu voglia guidare (esperienza sconsigliata ai neofiti, by the way serve il permesso internazionale di guida) sia da passeggero o pedone, l’attenzione da prestare è ben più elevata che in terra italica!

Consiglio infine di prestare una costante attenzione a chiudere portiere e finestrini, soprattutto quando si è fermi nel traffico (tanti scippi di cellulare avvengono attraverso un finestrino).

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8. All’equatore è subito notte

In molti contesti urbani i rischi aumentano nottetempo, anche a causa di un’illuminazione stradale ancora incompleta. I neofiti possono essere ingannati dalla rapidità dei tramonti all’equatore: in poche decine di minuti, intorno alle 18/18.30) si passa dal pomeriggio alla notte.

Se stai passeggiando in un luogo isolato (o al contrario troppo affollato) è meglio pensarci per tempo.

Buona regola del viaggiare sicuri in Africa è di utilizzare un taxi (ufficiale) per spostarsi di notte, evitando i tipici minibus stile matatu o tro-tro (taxi collettivi).

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9. Ti rapinano? Dagli tutto ciò che vogliono

Nel malaugurato caso di una rapina, è fondamentale non opporre alcuna resistenza dando tutto il denaro o gli oggetti richiesti. Cercare di discutere o peggio mostrarsi contrariati aumenta esponenzialmente il rischio per la sicurezza personale.

TI hanno rubato il cellulare? Pensaci due volte prima di urlare “AL LADRO!” che spesso significa avviare un linciaggio di massa. Meglio rivolgersi alla polizia, per quanto l’esperienza possa rivelarsi frustrante. Per lo stesso motivo raccomando massima attenzione ad accusare qualcuno di un furto se non si è sicuri: potrebbe significare mettere a rischio la vita del presunto ladro.

10. Keep your eye on the ball!

La regola d’oro, nella folla di qualsiasi città del mondo, è non distrarsitenere sempre sott’occhio i propri effetti personali e dove si sta andando. I trucchi per uno scippo sono infiniti e le mani di chi si specializza in quest’attività tanto rapide da risultare invisibili. Allo stesso tempo occorre guardare sempre bene dove metti i piedi, per evitare il rischio molto concreto di finire in un fosso o sotto a un camion!

Personalmente non amo utilizzare marsupi o cinture (peraltro facilmente sfilabili). Preferisco utilizzare le tasche anteriori dei pantaloni (evitando il portafoglio in favore di una semplice busta con qualche banconota e una copia del passaporto) e tenere sempre gli occhi bene aperti.

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