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In questo post ti spiegherò come evitare di finire vittima delle principali truffe in Africa.

Leggendolo capirai perchè è opportuno tenere sempre gli occhi bene aperti in contesti differenti ma accomunati da istituzioni statali non pienamente efficaci.

Prima di iniziare una doverosa precisazione: tutto questo non deriva da strani tratti della “cultura africana”. Tuttaltro.

Per trovare la causa di questo “deficit di fiducia” e di legittimità istituzionale, è sufficiente studiare la storia africana e vedere come gli attuali Stati-Nazione discendano dalla “truffa delle truffe”:

l’occupazione coloniale europea.

Pochi decenni che hanno sfigurato società già in regressione culturale a causa del secolare commercio degli schiavi.

truffe in Africa

Lo “scramble for Africa” (ph: legit.ng)

Ad ogni modo il mio scopo oggi non è tenere una lezione di storia o geopolitica.

Vorrei solo aiutarti a non finire in bocca al ciarlatano di turno (locale o straniero), che più prima che poi incontrerai portando avanti il tuo progetto africano.

Poco cambia sia business o cooperazione.

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Fatto? Iniziamo.

Mai dare retta agli sconosciuti

Non esiste una città del mondo dove sia una buona idea dare eccessiva confidenza agli sconosciuti. Non fanno eccezioni le metropoli africane.

Un aspetto aggiuntivo, di cui sono ben consapevoli i truffatori, è il senso di “straniamento” che potresti provare in contesti affollati e caotici, o rispetto a interlocutori con tratti somatici differenti dai propri.

Attenzione quindi se qualcuno ti fermerà dicendo:

Amico! Ti ricordi? Ci siamo conosciuti all’aereoporto? (sostituisci ufficio, chiesa, stadio, mercato o quel che vuoi)

Presentando subito un’emergenza dove è richiesto il tuo pronto intervento (l’auto in panne, la figlia da curare, ecc.)

Varianti, anche senza bisogno di spacciarsi come conoscente, possoo includere:

  • l’avvertimento di un divieto di accesso o transito, seguita dall’offerta di un passaggio, la partecipazione a un “imperdibile evento”, ecc.
  • l’offerta di oro, diamanti o gioielli a prezzi stracciati

Per tutte queste situazioni basti la saggezza popolare:

mai dare retta agli sconosciuti.

Gli affari NON si fanno via email

La classica “truffa alla nigeriana” (nota anche come 419, articolo del codice penale del più popoloso Paese africano) dovrebbe essere arcinota.

Eppure, sono anni e anni che continuo a ricevere mail che vantano la possibilità di:

  • ottenere cospicue eredità bloccate in Svizzera
  • ricevere ingenti ordini commerciali dopo un anticipo
  • movimentare fondi fermi per le normative antiriciclaggio internazionali

Minimo comune denominatore?

La richiesta di un modico pagamento (meno del 10% del “bottino” potenziale) per “sbloccare” l’imperdibile affare.

Se dunque continuano a inviare queste mail, significa che qualche pollo ci casca ancora.

Mi piacerebbe non fossi tu.

truffe in Africa

(ph massimocappanera.it)

Le varianti sono infinite. Possono includere documenti falsi o contraffatti e proporre (veri) meeting di persona per discutere (falsi) affari.

Tanto creative nell’esca iniziale, quanto monotene nel finale: l’interlocutore sparisce con la cassa.

Come evitare di finirci dentro? Sospettare SEMPRE le occasioni di guadagno facile.

Una curiosità: ormai in gran parte dei Paesi africani le comunicazioni professionali passano più da WhatsApp che dalle email. Ci saranno presto scammers anche li? Senza dubbio.

Anche l’amore (e la salute) non passano via web

La truffa di cui sopra può declinarsi in almeno tre diverse salse.

  • Sentimentale-sensuale: arrivano dichiarazioni di amore eterno, proposte di matrimonio o più prosaici inviti al cyber-sex. Si sdoppia in variante soft (lento spolpamento dell’innamorato/a) e variante hard (richiesta di foto o chat erotica con conseguente ricatto).
  • Strappalacrime: inizia con la richiesta delle medicine per la sorellina malata, evolvendosi in domanda di pagare la scuola, ci sono poi sempre gravi malattie, lutti e infine la richiesta di sostegno per emigrare altrove.
  • Realistica grazie al phishing (furto di identità digitale): la richiesta di aiuto arriva davvero da un indirizzo di una persona conosciuta, il cui account è stato violato.

Questi schemi sono opera di giovani che, in mancanza di alternative, si dedicano a tempo pieno a truffare tutto il mondo raggiungendo notevoli livelli di sofisticazione.

Per denunciare il fenomeno in Costa d’Avorio è nato questo popolare canale YouTube:

Questi ragazzi sono abili ad osservarti online, capire i tuoi interessi e desideri, intuire se potresti cercare avventure o essere sensibile a “cambiare la vita a un povero africano”.

Adattando così il messaggio ai tuoi desideri meglio di chi fa Marketing di professione!

Ecco qui 10 consigli per difenderti dalle frodi online.

Calma e gesso prima di comprare terreni e immobili

Buona parte dell’Africa è accomunata da una relativa facilità nell’ottenere documenti fasulli (ancorchè realizzati su carta intestata vera e con timbri veri). La gravità di questo emerge, ad esempio, con la possibilità per i truffatori di venderti terreni e immobili… altrui!

Per evitare di acquistare un bene da qualcuno che non sia il legittimo proprietario, bisogna sempre fare verifiche incrociate.

Anche un documento “ufficiale” va verificato alla fonte (registro dell’ente centrale che lo ha emesso) per non trovarsi con un pugno di mosche in mano dopo l’acconto.

Per capire quanto sia diffusa questa truffa è sufficiente osservare le scritte “NON IN VENDITA” su terreni e fabbricati in tanti contesti.

Uomo avvisato…

Una foto emblematica… (ph. Rob Whittaker)

Bandi pubblici troppo belli per essere veri

Anche i bandi pubblici possono rappresentare un’esca per truffare chi cerca pensa che fare business in Africa significhi cogliere ghiotte occasioni senza fatica.

Come? Tramite finte gare d’appalto.

Faccendieri di svariate nazionalità (a volte “imbucati” al seguito di delegazioni diplomatiche) potrebbero proporti di partecipare a gare “riservate”.

Dopo il pagamento di una piccola quota sarai ammesso, consegnerai tutta la documentazione e, dopo qualche tempo riceverai la bella notizia:

Hai vinto l’appalto!

A questo punto sorgerà un problema tecnico, un imprevisto. E dovrai sborsare una seconda, più elevata somma. Al pagamento i tuoi interlocutori si volatizzeranno meglio di David Copperfield.

Consiglio banale ma necessario: non partecipare a gare senza contattare l’ambasciata italiana di competenza e quella del Paese in questione in Italia.

Partner locali? Adelante con juicio

Non si contano i professionisti e le imprese vittima di “partner locali” senza scrupoli.

Senza tentare una (impossibile) casistica completa, consentimi di citare:

  • ordini con false lettere di credito (ottenute grazie a complici nella banca)
  • viaggi d’affari che mai si verificano (la lettera d’invito verrà venduta sul mercato nero)
  • visite di “rappresentanti” (basati in Europa) pronti a invitarti nel Paese per poi ricattarti o rapinarti

Superfluo a dirsi, truffatori così non hanno una nazionalità e colore della pelle.

Semplicemente tanti contesti africani risultano idoneti per chi vuole vivere sulle spalle del gonzo di passaggio. Consentimi due risate citando gli italiani (sono storie vere, non barzellette!) beccati a pagare con soldi fotocopiati (Madagascar), vendere casse di mattoni spacciate per gruppi elettrogeni (Costa d’Avorio) o semplicemente questuando per mesi adducendo una finta rapina (Senegal).

Tu non cascheresti mai in queste banali truffe, vero?

Molto bene. Allo stesso modo allora ti consiglio di:

  • mettere da parte l’idea di “internazionalizzare” basandoti su distributori “conosciuti-in-fiera” o presunti agganci politici
  • stare alla larga da settori “sensibili” (es. oro in Ghana, coltan in RD Congo, ecc.) sempre in mano a élite politiche/militari
  • non trascurare di comprendere le culture locali per evitare equivoci e incomprensioni
  • investire sempre tempo e risorse in un’analisi di mercato

Ricorda infine che quasi tutti i contesti africani hanno scarsa (o nulla) tutela della proprietà intellettuale.

Dunque l’eventualità che il tuo distributore, dopo aver piazzato un primo ordine, chiami a Shangai per realizzare, al 10% del tuo prezzo, una copia fedele del prodotto (marchio incluso) è molto più di un rischio remoto.

Ti senti amante dell’avventura e vuoi sceglierti ad minchiam soci, ragioni sociali e commercialisti?

Non andare poi in giro a lamentarti.

Vuoi gestire al meglio questi rischi facendo rete con chi già investe nel continente?

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L’intelligenza di chi truffa può essere maggiore della tua

Negli anni mi sono convinto di una scomoda verità:

in Africa si viene truffati con facilità perchè ci si sente più intelligenti dei locali

Come avrai intuito, i malintenzionati sono tutto tranne che stupidi.

Dunque è il malcelato pregiudizio di superiorità che l’Occidentale (o l’africano della diaspora) può avere nei confronti dei locali che lo fa cadere come una pera cotta nella rete dei truffatori.

Una citazione finale ma dovuta per le truffe più creative, quelle ideate sulle breaking news:

  • i “black dollars” utilizzabili solo dopo il lavaggio con un apposito solvente (venduto alla modica cifra di 20.000 dollari – veri – a bottiglia)
  • la possibilità di recuperare l’oro di Gheddafi, nascosto dalle ambasciate libiche in Africa
  • il mercurio rosso arma finale dell’ISIS

Cosa girerà quest’anno?

In conclusione: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio

Per costruire la fiducia, in contesti destrutturati, occorrono anni di collaborazione (non giorni o mesi) e la perseveranza di non dare mai per scontato le cose.

Prenderne atto, in maniera disincantata, ti eviterà il peggio potendo così costruire iniziative capaci di generare valore nel medio-lungo periodo.

Basti osservare pratiche come il pagamento a rate anticipate, il Cash on Delivery ancora imperante, la garanzia collettiva di prestiti individuali che giocano un ruolo essenziale in quasi tutte le società africane.

Viceversa, iniziare con grandi sorrisi e abbondante entusiasmo, è di norma l’anticamera di indimenticabili fregature che potrebbero convincerti che investire in Africa sia uno sport per soli filibustieri.

Non è così.

Ma se vuoi evitare di finire in mutande devi rispettare sempre quello che il buon Enrico Cuccia definiva l’Articolo Quinto:

chi ha in mano i soldi ha vinto.

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